• Dom. Gen 24th, 2021

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

E’ il 5 dicembre 1952. Dal mese di febbraio, dopo la morte di Giorgio VI, è in carica la nuova Regina, la giovane Elisabetta. Primo Ministro è di nuovo Winston Churchill, nonostante la salute malandata il vecchio leader aveva vinto le elezioni nell’ottobre dell’anno prima.

Quel giorno una fitta coltre di nebbia, nera e maleodorante invade le vie di Londra. Per tutto il XIX e l’inizio del XX secolo Londra era tristemente famosa per le fitte nebbie che spesso scendevano sulla città. Queste non erano tanto un effetto atmosferico, quanto la conseguenza di un inquinamento derivante da un’urbanizzazione vasta e molto densa. Le emissioni incontrollate delle fabbriche si mescolarono nell’aria con il fumo di mezzo milione di fuochi domestici; tutto ciò finiva per causare questo fenomeno per il quale fu coniato un nuovo termine: smog dalla contrazione di due parole , smoke (fumo) e fog (nebbia).

Per questo inizialmente i londinesi non dettero eccessiva importanza alla cappa che quel 5 dicembre invade la città. Il fenomeno è un combinato disposto di un’eccezionale evento atmosferico con un inquinamento prodotto essenzialmente dai fumi delle fabbriche e dal riscaldamento domestico che utilizzava in maniera esclusiva carbone di pessima qualità. Quello più pregiato e un po’ meno sporco era indirizzato alle esportazioni.

Tra il 3 e il 4 dicembre 1952 l’anticiclone delle Azzorre, per alcune coincidenze meteorologiche, spostò la propria zona di influenza sull’Atlantico settentrionale, provocando un’inversione termica su Londra. Tutto ciò produsse un denso strato d’aria fredda e stagnante che rimase intrappolato sotto uno strato d’aria più calda, causando la totale assenza di ventilazione e ricambio d’aria. Quando l’aria umida entrò in contatto con il terreno, si raffreddò fino a raggiungere il punto di rugiada formando condensa. L’inversione termica spinse l’aria satura verso l’alto, provocando la formazione di uno strato di nebbia, che si estendeva dai 100 ai 200 metri, contenente oltre le gocce d’acqua anche il fumo proveniente da innumerevoli camini delle case.

La temperatura molto rigida di quel periodo provocò un ulteriore consumo di carbone per riscaldamento andando ad implementare lo smog intrappolato nella nebbia. Dal 6 dicembre la situazione peggiorò drammaticamente. La visibilità si ridusse a pochi metri, di notte era impossibile spostarsi per strada. Ci furono molti incidenti dovuti alla scarsa visibilità e alle vie ghiacciate. Il servizio di autobus fu sospeso e la metropolitana diventò troppo affollata, con lunghissime code alle biglietterie. La maggior parte degli aerei diretti a Londra fu dirottata e quelli in partenza vennero mantenuti a terra. Ci fu anche un aumento dei crimini, perché i ladri sfruttarono la nebbia per rubare e scappare senza poter essere inseguiti. Gli ospedali furono intasati da decine di migliaia di intossicati andando vicini al collasso.

Persino molti locali pubblici come teatri e cinema dovettero sospendere gli spettacoli perché questa nebbia fetida e nerastra entrava negli ambienti rendendo estremamente difficoltosa la visione del palcoscenico o dello schermo. In quei giorni vennero rilasciate nell’aria di Londra ogni giorno 1.000 tonnellate di particelle solide, 2.000 di anidride carbonica, 140 di acido cloridico e 14 di composti del fluoro. Non solo, 370 tonnellate di anidride solforosa si trasformarono in acido solforico, il principale agente chimico delle piogge acide.

Secondo studi recenti 12.000 londinesi persero la vita a causa del grande Smog, soprattutto bambini, anziani e persone affette da patologie respiratorie croniche ed altre 100.000 si ammalarono seriamente. Soltanto il 10 dicembre 1952 la nebbia si diradò e la situazione tornò gradualmente alla normalità. In seguito a questa tragedia ambientale, una delle peggiori dell’età moderna, nonostante le resistenze del governo presieduto da Churchill si mise mano ad una legislazione per ridurre le emissioni nocive nell’aria. Il Clean Air Act (Decreto Aria Pulita) fu promulgato dal Parlamento del Regno Unito e approvato dalla regina Elisabetta II il 5 luglio del 1956.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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