• 15 Novembre 2021 13:59

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Gengis Khan: Orfano! Ep. 3

A nove anni giunse il tempo per Temugin, il futuro Khan, di fidanzarsi. I mongoli erano tendenzialmente esogami e perciò sceglievano le loro spose in clan differenti per evitare un eccesso di consanguineità. Erano anche poligami purché fossero in grado di mantenere nella stessa maniera tutte le mogli.

L’acquisto di una fanciulla per il matrimonio era anche un’opportunità per la formazione o la ricomposizione di preziose alleanze. Yesugei che stava faticosamente cercando di ricomporre l’unità delle varie tribù mongole scelse quindi per il suo primogenito Borte, la figlia decenne di Dai Seshen il Saggio capo di quei Qonghirati che secondo la Storia segreta dei Mongoli erano famosi per la bellezza delle loro donne.

Prima di continuare la nostra storia due parole su La Storia segreta dei Mongoli che citeremo spesso nell’illustrare le vicende di Gengis Khan.

Si tratta di un poema scritto da un autore anonimo per la famiglia reale mongola attorno al 1240 qualche anno dopo la morte di Gengis Khan (1227), probabilmente in caratteri mongoli, sebbene i testi sopravvissuti derivino tutti da trascrizioni in caratteri cinesi risalenti alla fine del XIV secolo. È detta “segreta” poiché era originariamente destinata alla sola famiglia reale. La Storia segreta è considerata come l’unico significativo resoconto mongolo su Gengis Khan. Torniamo adesso alla nostra storia.

Temugin parte con il padre diretto all’accampamento del suocero per completare la sua educazione. Quando Borte compirà 14 anni potrà sposarla, da allora gli armenti e le greggi dei due clan mongoli, i kiyat di Yusegei ed i qonghirati di Dai Seshen potranno pascolare insieme.

Il fidanzamento costerà al padre di Temugin uno splendido stallone nero. Mentre fa ritorno dal patto di fidanzamento Yesugei si imbatte in un bivacco di tatari nella Steppa Gialla. L’ospitalità tra le genti mongole è sacra ma in questo caso la paura dell’opera di riunificazione delle tribù mongole intrapresa da Yesugei ha la meglio sui doveri di ospitalità e il Valoroso banchetta con piatti avvelenati.

Il giorno dopo riprende il cammino ma ben presto viene assalito da lancinanti dolori al ventre. Nonostante tutto riesce ad arrivare stremato al suo accampamento. Il giorno seguente in preda ad un crescente malessere, dal suo giaciglio chiede che Temugin sia immediatamente richiamato. Ormai è consapevole che i Tatari lo hanno avvelenato e che gli rimane poco tempo da vivere e vuole sistemare le cose.

Temugin pur precipitandosi non riuscirà a vedere il padre prima della sua morte. La perdita del Valoroso dissolverà ancora una volta l’embrione di ulus, lo Stato mongolo che faticosamente Yesugei aveva ricomposto. La prima defezione avvenne dal clan dei taiciuti che smembrano l’ordu di quarantamila yurte di Yusegei convincendo alla defezione molti vassalli e schiavi.

Holeun, l’intrepida moglie del defunto Yesugei, innalzando il thug, lo stendardo reale, si lancia all’inseguimento dei fuggitivi per cercare di arrestarli e convincerli a cambiare idea. Questo coraggioso tentativo però non riuscirà e Temugin, si troverà da essere giovane principe con un futuro radioso a vivere in una nuova condizione fatta di stenti e privazioni.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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