• 11 Novembre 2021 10:08

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Le fake news sulla Luna

Sul nostro amato satellite circolano svariate bufale che esploreremo brevemente in questo post, ma forse la più coriacea e diffusa di queste fake news è quella che asserisce che un lato della Luna non sarebbe mai illuminato dalla luce del Sole.

Procediamo con ordine, il nostro satellite si forma appena 50 milioni di anni dopo la formazione del Sistema Solare ovvero circa 4,5 miliardi di anni fa. In quell’epoca il nostro sistema pullulava di pianeti o meglio protopianeti, alcune decine in più degli otto attuali. Questa densità era ovviamente foriera di probabili e devastanti impatti.

Uno di questi protopianeti grande più o meno la metà di Marte si chiamava Theia (almeno così lo hanno battezzato gli astrofisici) pensò bene di andare a schiantarsi contro la Terra. La cataclismatica collisione oltre ad asportare un bel pezzo della crosta e del mantello del nostro pianeta annientò qualunque molecola complessa della sua superficie.

I detriti dello scontro iniziarono ad orbitare intorno a quello che rimaneva della Terra andando a formare con il tempo un nucleo ed una sorta di anelli che con il tempo si compatteranno formando la Luna. Secondo alcune teorie ci vorrà circa un secolo, secondo altre questo primo compattamento avvenne addirittura in poche settimane. Questo ci dice la teoria dell’impatto gigante formulata la prima volta nel 1975 e successivamente aggiornata nel corso degli anni. Alcuni studiosi ritengono che gli impatti siano stati due. Uno o due comunque poco cambia, da allora il nostro satellite regola le maree e influenza il campo magnetico terrestre e soprattutto ci fa da affidabile body guard assorbendo al posto nostro un bel numero di meteoriti, tanto che ogni 81.000 anni cambia completamente aspetto morfologico.

Di più grazie al gigantesco colpo di maglio di Theia l’asse di rotazione terrestre è inclinato e questa preziosa inclinazione ci ha regalato le stagioni. Erroneamente molti credono che sia estate quando il nostro pianeta nella sua orbita intorno al Sole è nel punto più vicino alla nostra stella. Anzi al contrario nel nostro emisfero è estate quando la terra si trova all’afelio ovvero nel punto di massima distanza dal Sole.

E’ l’inclinazione dell’asse terrestre che cadenza l’avvicendarsi delle stagioni. La forza gravitazionale della Luna (in associazione con quella del Sole) contribuisce poi al cosiddetto fenomeno della precessione degli equinozi. Si tratta di un movimento della Terra che fa cambiare in modo lento ma continuo l’orientamento del suo asse di rotazione rispetto alla sfera ideale delle stelle fisse. Questo processo oltre a mostrarci un cielo stellato completamente diverso da quello precedente, tende ad anticipare gli equinozi e quindi l’inizio delle stagioni. Non c’è ragione di preoccuparci però, almeno sul breve termine, perché per completare questo ciclo ci vogliono 25.765 anni.

E veniamo ai miti che circondano la Luna. Sono tanti e coprono gran parte delle attività umane. Si passa dall’influenza sulle crescite delle colture agricole a quella sulla crescita o decrescita dei capelli, dalla luna piena che favorisce l’imbottigliamento del vino alla stessa che rende maggiormente fertili le donne. Inoltre è diffusa la credenza che il nostro satellite influisca anche sull’umore delle persone, tanto che si è coniato l’aggettivo “lunatico” per descrivere una persona soggetta a frequenti sbalzi d’umore. Non esiste alcuna base scientifica che suffraghi una qualsiasi di queste credenze popolari.

Quella più diffusa come dicevamo all’inizio dell’articolo è quella di un lato oscuro della Luna che non è mai illuminato dal Sole. La Luna che dista da noi circa 385.000 km impiega a girare intorno al pianeta circa lo stesso tempo che impiega a girare su se stessa, ovvero 27 giorni. Questo fenomeno si chiama rotazione sincrona. Questo processo però non è così stabile e la Luna si sta allontanando di 3,82 cm all’anno rallentando la rotazione della Terra intorno al proprio asse. Questo ha comportato soltanto nell’ultimo secolo una dilatazione del giorno pari 1,7 millesecondi.

Esiste quindi un lato mai visibile della Luna? Si. Per la verità però la superficie lunare che non vediamo mai non è esattamente la metà del satellite ma circa il 41% di esso. Questo è dovuto ad un fenomeno chiamato librazione che descrive un movimento apparente della Luna relativo alla Terra, che può essere comparato col movimento di due piatti di una bilancia rispetto al punto di equilibrio.

Anche se il periodo di rotazione della Luna attorno al suo asse è uguale a quello di rivoluzione attorno alla Terra, le librazioni permettono a un osservatore terrestre di vedere delle porzioni di superficie lunare leggermente differenti ogni volta. Queste variazioni sono causate dal fatto che la Luna ruota intorno al proprio asse con ritmo costante ma gira intorno alla Terra con ritmo variabile, trovandosi in un’orbita ellittica e muovendosi più velocemente quando è più vicina alla Terra e più lentamente quando ne è più lontana. L’effetto finale è che, invece della metà, solo il 41% della superficie lunare è sempre visibile, un altro 41% è sempre nascosto, e un ulteriore 18% oscilla tra la porzione di superficie visibile e quella nascosta.

I primi occhi umani ad osservare la faccia nascosta della Luna sono stati quelli degli astronauti americani della missione Apollo 8: il comandante Frank Borman, il pilota del modulo di comando James Lovell e il pilota del modulo lunare William Anders esattamente il 24 dicembre 1968.

Il lato della Luna opposto alla Terra è chiamato «lato oscuro o faccia nascosta»: naturalmente, il Sole illumina anche quella parte, anche se noi terrestri non possiamo vederla.

L’aspetto della Luna cambia di giorno in giorno; quando si trova fra la Terra e il Sole essa è invisibile poiché il Sole illumina la faccia che si trova di fronte ad esso (Luna Nuova). Dopo un paio di giorni la Luna fa la sua prima comparsa nel cielo della sera sotto forma di una sottile falce e dopo circa sette giorni a partire dalla Luna Nuova il nostro satellite mostra esattamente meta della sua superficie (Primo Quarto). Passano altri sette giorni e la Luna si trova esattamente dall’altra parte del Sole rispetto alla Terra; diventa così visibile l’intera superficie (Luna Piena). Dopo un’altra settimana torna ad essere visibile solo metà della superficie (Ultimo Quarto) dopo di che si ripresenta la situazione di Luna Nuova e il ciclo ricomincia. Questo è il ben noto fenomeno delle fasi lunari: la percentuale di superficie lunare illuminata dipende dalla posizione che la Luna occupa rispetto al Sole (che è la sorgente di luce) e alla Terra (che è il luogo dove siamo posizionati noi osservatori).

In conclusione l’importanza del nostro satellite per la Terra e per la possibilità stessa che si sia sviluppata ed abbia prosperato la vita è già enorme che non abbiamo bisogno di inventarci delle ulteriori fake news.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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