• 15 Agosto 2022 19:37

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Il ratto delle Sabine

Abbiamo lasciato Romolo dopo l’assassinio del fratello Remo come unico e primo Re di Roma. Il villaggio inizia a prosperare raccogliendo contadini, percorai, senza patria, persino fuorilegge ma secondo la leggenda questa piccola cittadina è un luogo popolato esclusivamente da maschi. Le dure giornate di lavoro nei campi e con le greggi non si concludono davanti ad un focolare allietato dalle muliebre grazie di una sposa.

Senza donne e conseguentemente senza figli non c’è futuro e Romolo è ben deciso a trovare una soluzione anche ricorrendo all’inganno. Il re organizza una grande festa alla quale invita i vicini sabini, che accorrono in massa assieme al loro re, Tito Tazio.

Si mangia, si beve, si fanno giochi di destrezza fino a tardi ed alla fine i sabini esausti ed ubriachi si addormentano. Al loro risveglio scoprono con sgomento che i Romani hanno rapito tutte le loro donne, moglie, sorelle, figlie. Tito Tazio chiama alle armi il suo popolo e marcia verso Roma.

Sulla strada compare a sorpresa una ragazza, Tarpea, che già da tempo pare vivesse con i romani. A lei, si dice, erano state affidate le chiavi del Campidoglio, dove Romolo e i suoi si sono asserragliati assieme alle sabine. Sorvoliamo sul Campidoglio, che sarebbe stato costruito con una velocità inaudita, e sulle chiavi, un oggetto troppo moderno per l’epoca e concentriamoci sul tradimento di Tarpea. La giovane lo fa per amore perché ha perso la testa per il re dei Sabini, Tito Tazio. Purtroppo per lei Tazio la “ricompensa” ordinando ai suoi soldati di schiacciare la donna sotto gli scudi.

La sua morte verrà per sempre associata al tradimento, sia pure per amore e da allora i romani chiameranno Tarpea la rupe dalla quale faranno precipitare i traditori della patria. Intanto i due eserciti si scontrano nei pressi del Lago Curzio, mentre infuria la battaglia. Le sabine rapite si mettono in mezzo ai due schieramenti ed accade, secondo quanto scritto da Plutarco che: «Là mentre stavano per tornare a combattere nuovamente, furono fermati da uno spettacolo incredibile e difficile da raccontare a parole. Videro infatti le figlie dei Sabini, quelle rapite, gettarsi alcune da una parte, ed altre dall’altra, in mezzo alle armi ed ai morti, urlando e minacciando con richiami di guerra i mariti ed i padri, quasi fossero possedute da un dio. Alcune avevano tra le braccia i loro piccoli… e si rivolgevano con dolci richiami sia ai Romani sia ai Sabini. I due schieramenti allora si scostarono, cedendo alla commozione, e lasciarono che le donne si ponessero nel mezzo

Tutto finisce con un gigantesco pranzo nuziale e con la decisione di unire le forze in una sola tribù. Romolo per un breve periodo divide il trono con Tito Tazio ma dopo poco questi muore, lasciandolo ancora una volta unico Re di Roma.

N.B. nella foto il dipinto “Il ratto delle Sabine” di Jacques-Louis David.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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