• 21 Novembre 2021 13:03

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Qualche giorno fa sul sito della NASA era stato pubblicato un articolo che dichiarava come Google avesse raggiunto la cosiddetta “supremazia quantistica”. L’articolo poi era stato prontamente rimosso, ma il gigante di Mountain View ha pubblicato gli esisti di questo studio sulla prestigiosa rivista Nature, proprio oggi , 23 ottobre.

I contenuti del paper sono quelli già resi noti nell’articolo rimosso dal sito della NASA, secondo Google nel suo laboratorio di ricerca a Santa Barbara è stato raggiunto un traguardo su cui gli scienziati lavorano dagli anni ‘80, ossia il suo computer quantistico ha svolto un calcolo che sarebbe impossibile da concludere con la tecnologia tradizionale.

Si tratta di un calcolo matematico che secondo quanto afferma lo studio di Google, il più potente supercomputer attualmente disponibile ovvero SUMMIT completerebbe in non meno di 10.000 anni. Il computer quantistico della casa di Mountain View, Sycamore con 53 qubit, ci ha invece messo 3 minuti e 20 secondi.

Se lo studio sarà confermato, una volta tanto la parola epocale non sarà un’esagerazione, ma ci troveremmo di fronte ad un salto decisivo in quel territorio per adesso pieno di promesse ma di ardua esplorazione rappresentato dai computer quantistici. Da decenni si studiano questi computer che sfruttano alcune caratteristiche della meccanica quantistica quali l’entanglement e la sovrapposizione degli stati sfruttando fenomeni che avvengono a livello subatomico e a temperature molto basse e raffreddando il metallo in prossimità dello zero assoluto.

L’informazione quantistica è caratterizzata inoltre dal qubit, differente dal bit in quanto può essere in stato 0, 1 oppure una sovrapposizione dei due stati. Due qubit possono contenere 4 valori alla volta e così via, con la potenza del computer quantistico che cresce esponenzialmente con l’arrivo di un nuovo processore quantistico.

Gli scenari che si aprono sono semplicemente rivoluzionari nell’ambito di un’Intelligenza Artificiale sempre più raffinata e complessa ma forieri anche di grandi preoccupazione per i sistemi crittografici che attualmente proteggono le comunicazioni civili e militari ed i sistemi finanziari dell’intero pianeta.

IBM ed altre colossi dell’informatica hanno cercato di sminuire i risultati di questo esperimento definendolo come privo di effetti pratici. E questo nel breve periodo è senz’altro vero. Lo straordinario risultato raggiunto nei laboratori Google di Santa Barbara infatti si basano su sistemi che costano diverse decine di milioni di dollari e che devono lavorare in ambienti controllati. Nel caso dell’azienda statunitense si parla di qubit superconduttivi, che richiedono di raffreddare alcuni metalli portandoli a temperature estremamente basse, prossime allo zero assoluto. Niente quindi che al momento sia possibile tradurre in una produzione industriale sia pure di fascia molto alta.

La strada però sembra essere stata aperta e c’è da scommettere che non ci vorranno troppi anni prima di iniziare a constatare nella nostra quotidianità gli effetti della rivoluzione quantistica nell’ambito dei super computer e dell’IA.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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