• 12 Novembre 2021 21:16

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La battaglia di Kursk – parte seconda

Prima dell’attacco la Luftwaffe martellò per diversi giorni la prima linea di difesa russa riuscendo a centrare anche il quartier generale di Rokossovskij che si salvò perché assente. I sovietici risposero con un furioso fuoco di contro sbarramento che devastò la zona dove si stavano concentrando le forze tedesche per l’inizio di Zitadelle.

Il 5 luglio le forze di Model attaccarono da nord, mentre a sud si mosse la Quarta Armata Panzer. Kursk assunse da subito le caratteristiche di un disperato e titanico scontro di volontà tra i due schieramenti. Stuka e Tiger inflissero gravi perdite ai T34 russi, ma anche moltissimi Panther tedeschi, pur subendo numerosi guasti che ne immobilizzarono una parte non marginale, andarono avanti stritolando i pezzi contro carri sovietici. Dopo tre giorni di furiosi combattimenti le armate di Model erano riuscite ad avanzare di circa 30 km e sembravano vicine allo sfondamento. Le forze di Rokossovskij avevano dovuto sopportare una serie di scontri durissimi ma alcune delle sue unità avevano perso il controllo e si erano sbandate o ritirate.

Tuttavia le forze sovietiche tennero duro ed i mezzi corazzati nazisti andarono incontro ad un progressivo logoramento anche per i numerosi campi minati disseminati dai russi tra le varie linee difensive. A sud, il 9 luglio quasi la metà dei 916 carri armati tedeschi erano stati distrutti o immobilizzati da guasti. Sull’immenso campo di battaglia insieme ai rottami ed alle migliaia di vittime, si incrociavano in un apparente caos i due schieramenti, con avanzate e ritirate, a secondo dell’esito degli scontri che rendevano difficile per gli alti comandi coordinare efficacemente le forze in campo.

Il 12 luglio Zukov lanciò la controffensiva, l’operazione Kutuzov contro l’Heeresgruppe Mitte della Wehrmacht nel saliente di  Orël. Un ufficiale delle truppe corazzate tedesche scrisse: “Ci avevano detto di aspettarci una certa attività dai cannoni controcarro russi e da alcuni carri in posizioni statiche….Invece ci trovammo ad affrontare una massa di mezzi corazzati nemici che sembrava inesauribile, non ho mai avuto un’immagine altrettanto devastante della massa e della potenza dei russi come quel giorno”.

Negli scontri ravvicinati diversi mezzi corazzati degli opposti schieramenti si speronarono formando masse aggrovigliate di acciaio, tantissimi furono i colpi sparati quasi a bruciapelo. Per centinaia di chilometri di steppa polverosa e cosparsa di rottami anneriti, le più grandi formazioni corazzate che il mondo avesse mai visto si scagliavano l’una contro l’altra con ogni genere di manovra evasiva.

Al calare della notte di quel 12 luglio, iniziò a piovere, mentre i meccanici delle due parti si affannavano al buio nel tentativo di recuperare e riparare qualche mezzo, evacuare i feriti e portare avanti carburante e munizioni. Manstein però si rese conto che le perdite subite dai tedeschi erano insostenibili. Lo stesso giorno gli anglo-americani, a 4000 km di distanza, erano sbarcati in Sicilia ed il 13 luglio Manstein informò i suoi generali sgomenti che doveva distogliere due divisioni Panzer SS, le sue unità migliori, per rafforzare le difese in Italia. Ordinò quindi la sospensione dell’operazione Zitadelle.

La reputazione di invincibilità di Manstein fu una delle vittime della battaglia per Kursk anche se lui non accettò mai la responsabilità del fallimento. Come se non bastassero le soverchianti forze regolari dell’Armata Rossa, dietro la linea del fronte i partigiani russi sferrarono migliaia di attacchi, soltanto tra il 20 ed il 21 luglio ci furono 430 attentati ai binari della ferrovia. Secondo stime russe a metà del 1943, le forze partigiane ammontavano a circa 250.000 uomini. Al di la dell’effettiva consistenza, la loro attività di guerriglia ebbe un impatto di gran lunga maggiore ed incisivo di qualunque altra forma di resistenza in Europa.

…continua…..

La battaglia di Kursk – prima parte

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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