Scienza

Meteo e nuvole

Un vecchio adagio recita “rosso di sera bel tempo si spera” in quel caso i raggi solari radenti da ovest attraversano l’atmosfera incontrano le nuvole provenienti da est. E siccome alle nostre latitudini il maltempo proviene quasi sempre da ovest, l’assenza di nubi da ponente è un indicatore piuttosto affidabile che nelle successive 24 ore il tempo sarà bello.

Al contrario quando il cielo si incendia di rosso al mattino dobbiamo aspettarci l’arrivo del brutto tempo. Infatti la mattina il sole che sorge ad est illumina di un bel rosso accesso le nubi provenienti da ovest e questo, di solito, significa che con il passare delle ore il cielo si coprirà. Ovviamente ogni indicazione della Natura può avere le sue eccezioni. Quando il vento soffia da sud o addirittura da est il sole della mattina o della sera non costituisce un indicatore attendibile.

Anche la direzione del vento può essere utilizzata come un indicatore meteo, quando questi proviene da ponente ci porta aria di mare umida, accompagnata da nuvole e spesso da piogge. Inoltre poiché le nuvole fanno da “isolante” rispetto all’aria prossima alla superficie terrestre, di norma questo fenomeno comporta una percettibile influenza sulla temperatura.

I venti da sud portano sempre ondate di calore provenienti dal bacino del Mediterraneo oppure dalla fascia sub sahariana. In Europa centrale queste ondate di calore, nella stagione invernale, scontrandosi con fronti d’aria artica proveniente da nord, provocano tempeste di considerevole energia, per l’effetto di “armonizzazione” tra masse d’aria calda e masse d’aria fredda.

In Italia il vento dell’est porta aria fredda e quando questa si scontra con masse d’aria calda provoca precipitazioni anche intense. Un indicatore importante per valutare ad “occhio” le previsioni meteo è correlato alle nuvole. Quando si forma un’area di bassa pressione l’aria diventa più rarefatta al punto che l’acqua non riesce più a sciogliersi e diventa visibile sotto forma di nuvole.

Una delle “regole” da seguire per capire come volge il tempo è che cambia ogniqualvolta che le nuvole viaggiano in direzione opposta di quella del vento al suolo. E può anche volgere al bello come rivela la comparsa di cirrocumuli, nuvole di aspetto setoso separate tra di loro o unite, disposte in modo più o meno regolare. Sono quasi esclusivamente formati da cristalli di ghiaccio, in misura molto minore da minuscole gocce di acqua sopraffusa che tendono rapidamente a congelare a causa delle bassissime temperature in cui si trovano . Si tratta infatti di “nubi alte” (5 − 13 000 m d’altitudine sulle regioni temperate ). La loro presenza può indicare aria fredda e instabile in quota; talvolta, precedono l’arrivo di un fronte caldo, associato a maltempo.

Le nuvole possono essere dense o sottili, le nuvole bianche appaiono piatte perché i raggi del sole riescono in qualche modo ad attraversarle. Quelle dense invece appaiono nere o grige perché quasi nessun raggio solare è in grado di trapassare le torri di vapore acqueo. Tanto più alte sono le nuvole maggiore è la quantità d’acqua che scaricano sulla terra.

La pioggia infatti si forma in base a due processi. Da un lato le goccioline di nebbia si scontrano tra loro dando vita a gocce sempre più grosse. Questo fenomeno avviene con una certa lentezza dando vita ad una pioggerellina persistente risultato tipico di nuvole tendenzialmente piatte. Le gocce più grosse possono formarsi soltanto tra le nuvole più alte perché li entra in gioco il ghiaccio.

Sulla sommità di una nuvola d’alta quota fa molto freddo e l’acqua gela immediatamente. Immediatamente sui cristalli di ghiaccio si deposita altra acqua che si solidifica all’istante. Ad un certo punto questi cristalli di ghiaccio diventano troppo pesanti e precipitano verso terra. Man mano che scendono verso il suolo, per effetto della temperatura che va progressivamente aumentando, i cristalli si sciolgono ed abbiamo quella precipitazione formata da gocce d’acqua consistenti.

Ogni grossa goccia d’acqua è stata inizialmente un cristallo di ghiaccio, se per effetto di una temperatura al suolo bassa, non si scioglie si verifica il fenomeno della neve. Ed a proposito di neve più i fiocchi sono piccoli, più l’aria è fredda e più facile sarà la possibilità che attacchi al suolo.

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