Storia

L’operazione Crusader

Archibald Percival Wavell, I conte di Wavell ( 1883 – 1950) iniziò la guerra in Medio Oriente sotto il suo comando aveva 80.000 uomini. Quando il suo successore Claude Auchinleck (1884-1981) lanciò nel novembre del 1941 l’Operazione Crusader contro le forze italo-tedesche in nord Africa, aveva sotto il suo comando ben 750.000 uomini, anche se una parte importante di queste forze erano impiegate in compiti logistici, di guarnigione e di supporto in tutto il teatro di operazioni.

Approfittando della superiorità numerica con una serie di “spallate” i britannici respinsero le forze di Rommel fino ad Al Agheila. A questo punto invece di insistere gli inglesi arrestarono lo slancio offensivo per riorganizzare le loro unità corazzate e cercare di consolidare la linea di rifornimento logistica che si era paurosamente allungata.

Il 21 gennaio 1942 le forze britanniche furono colte di sorpresa quando Rommel lanciò una violenta controffensiva dagli effetti devastanti. In tre settimane avanzò di oltre 500 km verso est finché i soliti problemi logistici lo costrinsero a fermarsi. Neil Ritchie il nuovo comandante dell’Ottava Armata si diede da fare per costruire una linea difensiva, chiamata, linea di Gazala, basata su “settori” occupati ciascuno da una brigata e protetti da mine e filo spinato.

Il suo piano era quello di far logorare Rommel in attacchi contro questa serie di fortificazioni per poi, sfruttando la superiorità numerica, lanciare le proprie forze corazzate per assestare il colpo decisivo. Il piano fallì miseramente, ancora una volta l’alto comando britannico aveva sottovalutato la capacità di manovra e di incursione delle forze tedesche comandate dalla “Volpe del Deserto”. I settori della linea Gazala erano troppo distanti l’uno dall’altro per potersi sostenere a vicenda e le unità meccanizzate tedesche si limitarono ad aggirarle.

Una brigata della Francia Libera difese coraggiosamente per alcuni giorni il settore più a sud, quello di Bir Hachem, prima di essere costretta a ritirarsi a sua volta. Entrambi i belligeranti persero molti carri armati nei confusi scontri intorno al “Calderone” il settore centrale del sistema difensivo inglese, ma il 30 maggio i tedeschi avevano ormai ottenuto un vantaggio decisivo e gli inglesi furono costretti a ripiegare verso l’Egitto.

A difendere Tobruk furono lasciati un reparto neozelandese ed uno indiano. Rommel aggirò Tobruk, poi il 20 giugno tornò indietro e l’attacco da dietro dove le difese erano più deboli riuscendo a sfondare. Il maggior generale sudafricano Hendrik Klopper, comandante della piazza, si arrese il giorno dopo. Più di 30.000 uomini furono fatti prigionieri dall’Asse e solo pochi reparti riuscirono a ricongiungersi, ritirandosi, con l’Ottava Armata.

I soldati italiani giunti al porto di Tobruk rimasero sorpresi e colpiti da un folto numero di prigionieri senegalesi che sembravano non capire neppure il perché di quella situazione, ancora più stupefatti furono per il comfort e l’approvvigionamento delle truppe britanniche. I tedeschi però misero subito delle guardie a tutti i depositi di cibo inglese e gli italiani interpretarono questo fatto come un umiliante sgarbo degli alleati.

Nelle operazioni all’inizio dell’estate i tedeschi avevano perso appena 3360 uomini contro i 50.000 degli alleati, in gran parte prigionieri dell’Asse. Gran parte dei mezzi corazzati di Auchinleck era stato distrutto e Churchill che in quei frangenti si trovava per una visita di Stato in America dal Presidente Roosevelt fu scioccato ed umiliato da questo inaspettato rovescio militare.

I britannici si erano trincerati di nuovo in Egitto, lungo una linea che attraversava El Alamein, una città nel Nord del paese, sul Mar Mediterraneo, a 106 km ad ovest di Alessandria d’Egitto ed a circa 240 km dal Cairo. Tutte le iniziative nel teatro nord africano degli inglesi erano servite esclusivamente ad alimentare la leggenda di Erwin Rommel e delle sue straordinarie capacità tattiche.

La fortuna di Churchill e dei militari inglesi e che Hitler considerava questo teatro di operazioni come del tutto secondario e l’apertura del fronte orientale con l’Operazione Barbarossa, ed il conseguente indebolimento delle forze a disposizione dell’Afrika Korps ribalteranno ben presto la situazione nel deserto.

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