• 10 Novembre 2021 13:41

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

I Greci ed i Fenici in Italia

Durante l’VIII secolo a.e.v. (avanti dell’era volgare) gli scambi commerciali ed i flussi migratori tra l’Est e l’Ovest del Mediterraneo si intensificarono come anche le reciproche influenze culturali. Non si trattava di un fenomeno del tutto nuovo come dimostrano le terracotte micenee ritrovate nei siti costieri di Puglia, Calabria e Campania che datano addirittura al 1600 avanti a.e.v. e che testimoniano di un flusso commerciale tra il mondo dell’Egeo e la nostra penisola.

Nell’ottavo secolo a.e.v ci fu però un indubbio salto in avanti sia in termini quantitativi che qualitativi. I Fenici erano un popolo di lingua semitica, originari dell’area di Tiro e di Sidone, che svolsero un ruolo centrale nel commercio del Mediterraneo durante l’età del ferro (grosso modo tra il 1200 ed il 1000 a.C. nel Mare Nostrum). Il commercio era da tempo il tratto centrale della loro economia, secondo l’Antico Testamento, i mercanti fenici avviavano fin dal X secolo spedizioni che duravano anche fino a tre anni, dai quali ritornavano con preziosi carichi di avorio, animali esotici e metalli preziosi. Queste indicazioni bibliche sono confermate da ritrovamenti archeologici effettuati in Nord Africa e sulle coste mediterranee spagnole.

A partire dal IX secolo a.e.v. le rotte commerciali e gli insediamenti fenici si diffusero in tutto il Mediterraneo Occidentale, dalla Spagna alla Sardegna, da Mozia in Sicilia al Nord Africa. Una stele ritrovata a Nora, non lontana da Cagliari, riporta un’iscrizione fenicia che racconta della battaglia tra i sardi ed i fenici con la vittoria di questi ultimi e la successiva pace tra i due popoli sotto il regno del Re fenicio Pumayaton che regnò a Tiro tra l’831 ed il 785 a.e.v.

Lo slancio dell’espansione commerciale fenicia porterà alla fondazione di Cartagine la storica rivale di Roma, ma nonostante questo vigoroso sviluppo nei traffici e negli insediamenti i fenici non fondarono colonie nella penisola preferendo isole e promontori utilizzati come una sorta di complessi empori commerciali.

Per quanto riguarda i Greci il più antico insediamento in Italia di cui si abbia riscontro storico ed archeologico è Pithecusa fondata verso la metà dell’VIII secolo in quella che oggi è Lacco Ameno nell’isola di Ischia. Secondo Livio e Strabone la colonia fu fondata da Greci provenienti dall’Eubea in fuga da una delle tante guerre che interessavano in quel periodo la penisola greca. Si tratta di una scelta bizzarra per fondare una colonia in quanto Ischia era un’isola rocciosa con poca terra coltivabile adatta per lo più alla vite. Probabilmente la scelta di questi primi coloni greci era dettata più dalla posizione strategica dell’isola rispetto alle rotte commerciali mediterranee che ad individuare un’area con fertili ed estese zone coltivabili.

In particolare la Grecia era abbastanza povera di metalli e minerali e quindi il commercio di queste materie prime dalla Sardegna, ma anche dall’isola d’Elba e da Cipro rappresentava uno snodo cruciale per l’economia ellenica ed Ischia era un crocevia fondamentale per questi traffici.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.