• 20 Novembre 2021 18:51

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

E’ il 1971 quando Bill Press, uno studente del Caltech, il California Institute of Technology di Pasadena, un’università privata pluri premiata per la sua attività di ricerca, scopre che i buchi neri possono vibrare a speciali frequenze di risonanza, più o meno come le corde di un violino. Queste vibrazioni si producono anche quando un oggetto viene inghiottito dal buco nero.

Un anno dopo, Saul Teukolsky usò le leggi relativistiche di Einstein per elaborare una descrizione matematica di queste frequenze di risonanza per un buco nero rotante. Risolvendo queste equazioni i fisici possono calcolare le frequenze di risonanza di un buco nero. Per ottenere lo stesso risultato per un buco nero con una grande velocità di rotazione furono però necessari altri 40 anni. La soluzione fu il frutto di una cooperazione tra altri due studenti del Caltech: Huan Yang e Aaron Zimmerman.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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