• 10 Novembre 2021 7:40

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Proseguiamo il nostro viaggio esplorativo attraverso le meraviglie del cervello umano descrivendo brevemente cosa sono ed a cosa servono i lobi temporali. Il lobo temporale è uno dei quattro lobi principali della corteccia cerebrale nel cervello dei mammiferi. È situato al di sotto dei lobi frontale e parietale, dai quali è separato per mezzo della scissura laterale (di Silvio) praticamente all’altezza delle orecchie.

La loro funzione è strettamente correlata al linguaggio ed alla percezione sensoriale. Elaborano i segnali sonori in arrivo dalle periferiche uditive attraverso la cosiddetta corteccia uditiva primaria. La quale è collegata alle aree secondarie, dove vengono interpretati i suoni e le parole. Proprio lì accanto, ma solo nel lobo temporale sinistro, c’è l’area di Wernicke che è specializzata nella comprensione del linguaggio, sia scritto che orale. La ricerca medica ha verificato che lesioni a quest’area della corteccia lasciano il paziente perfettamente capace di parlare (perché a quello ci pensa l’area di Broca, nel lobo frontale), ma senza che le sue parole messe in fila abbiano alcun significato.

Le capacità della corteccia uditiva primaria sono strettamente connesse alla natura delle esperienze fatte dall’individuo soprattutto nei primissimi anni di vita. Per questo motivo, ad esempio, un bambino piccolo esposto quotidianamente ai suoni di due o tre lingue diverse, da adulto con alte probabilità sarà poliglotta. C’è chi teorizza addirittura che la sollecitazione uditiva del feto può giocare un fattore decisivo nelle capacità o nelle attitudini della futura persona.

Nel 2015 è stato pubblicato su YouTube un video di Dylan, un bambino cui è stata fatta ascoltare la musica sin da cinque mesi prima della nascita e che è in grado di ascoltare un accordo, anche complicato, e dire all’istante i nomi delle note che lo compongono. I lobi temporali, però, sono fortemente implicati in altri due processi fondamentali: la visione e la memoria.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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