domenica, Novembre 20
Shadow

Giorno: 25 Aprile 2019

Una merce molto pregiata

Libri e Letteratura
SI può ancora stupire ed emozionare scrivendo della Shoah? Oppure la coltre del tempo e quella pigrizia che nasce dalla  mancanza del culto della memoria ci ha definitivamente anestetizzati? Quando la scrittura è potente, evocativa, oscillante tra un tono favolistico e la crudezza di un orrore indicibile, il miracolo si compie ancora una volta. E' il  caso dell'ultima fatica di Jean-Claude Grumberg, classe 1939, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo francese che ci consegna con "Una merce molto pregiata" un romanzo aspro e commovente. Nell'opera sono evidenti le tracce autobiografiche dell'autore che ha avuto padre e nonni deportati nel 1942 e mai più tornati a casa, ma questo doloroso  imprinting autobiografico non impediscono al  romanzo di parlarci di una condizione umana dramma...
Perdete ogni speranza o  voi  che entrate….

Perdete ogni speranza o voi che entrate….

Storia della scienza e della filosofia
Questi versi danteschi ben si adattano alla sorte che toccava a chi era costretto a subire un intervento chirurgico negli ospedali dei primi decenni del Diciannovesimo secolo. Gli ospedali erano per lo più bui, sudici e mal areati. Ai nuovi pazienti venivano assegnati letti a cui non erano state cambiate le lenzuola del paziente precedente che magari vi era morto. Nei reparti di chirurgia si respirava un'aria mefitica di cancrena e di sepsi. Spaventoso era il tasso di mortalità dei pazienti sottoposti ad amputazione a causa delle infezioni batteriche, allora chiamata genericamente malattia da ospedale, circa il 40% che saliva al 70% negli ospedali militari. Quando le infezioni batteriche falcidiavano eccessivamente certi reparti si provvedeva a chiuderli, si fum...