• 16 Novembre 2021 23:42

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La misura del tempo ed altre invenzioni del Medio Evo

Contrariamente ad una certa interpretazione storica, per fortuna, ormai in fase di superamento, il Medio Evo fu tutt’altro che quel lungo periodo oscuro, decadente, superstizioso che una volta veniva dipinto nei manuali scolastici. Abbiamo visto in un recente post “I numeri arabi” come è intorno al 1200 che viene introdotta definitivamente la numerazione decimale al posto di quella romana.

Anche la misura del tempo andrà incontro a profondi cambiamenti. Fino al Dodicesimo Secolo il computo del tempo avveniva attraverso le antiche ore “romane”. La Chiesa aggiunse il mattutino, le lodi, il vespro e compieta, utilizzando le ore per preghiere specifiche che scandivano la giornata. A partire dal X-XI secolo, le campane iniziarono, coi loro rintocchi, a segnare il passare del tempo: udendosi da lontano erano particolarmente utili per coloro che lavoravano nei campi e che fino a quel momento erano costrette a regolarsi con la posizione del Sole o semplicemente l’approssimarsi dell’imbrunire.

Verso la fine del Duecento viene introdotta la misurazione della giornata in ore tutte eguali attraverso l’introduzione dell’orologio meccanico. Tra i primi orologi di cui si abbia notizia in Italia c’è quello che iniziò a operare nel 1351 a Orvieto: il cosiddetto “Maurizio” – probabile corruzione delle parole «ariologium de muriccio». Il Maurizio era installato sulla torre della Cattedrale e scandiva le ore della giornata. L’introduzione dell’orologio non fu solo un’innovazione tecnica, ma portò con sé una nuova concezione del tempo: svincolato dalla preghiera, non più appartenente unicamente a Dio, anzi laico a tutti gli effetti.

Oltre all’orologio Il Basso Medio Evo vede il fiorire di una serie di invenzioni grandi e piccole che vanno dall’introduzione dei bottoni e delle calze aderenti suolate nell’abbigliamento, alla forchetta che compare sulle tavole dei più abbienti intorno all’Undicesimo Secolo. Inizialmente fu osteggiata dal clero ma finì per l’imporsi definitivamente con l’introduzione della pasta asciutta. I vetri si diffusero dal Trecento in poi (e solo nelle case dei ricchi o nei palazzi pubblici), mentre prima le finestre erano chiuse da semplici imposte.

Ma tra le innovazioni che furono introdotte in questi secoli, la più rivoluzionaria – se non altro per l’impatto culturale che avrebbe avuto a seguito dell’introduzione della stampa – fu la carta. Ma di questo parleremo in un prossimo post.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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