• 10 Novembre 2021 2:48

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Forse non tutti sanno che se New York non è ancora una città olandese lo si deve alla noce moscata, questa spezia dall’aroma inconfondibile che nel XVII secolo fu la causa di vere e proprie guerre combattute a decine di migliaia di km dall’Europa.

Nel 1602 veniva fondata la potentissima Compagnia Olandese delle Indie Orientali che nel 1667 riuscì a conquistare il monopolio delle spezie nelle Isole Molucche scacciando spagnoli e portoghesi dai pochi avamposti che occupavano e colpendo duramente la popolazione nativa.

Per consolidare il dominio olandese incontrastato sulle terre di produzione delle agognate spezie, un trattato firmato con i capi villaggi di quelle sperdute isole, stabiliva l’esclusività del commercio a favore della Compagnia olandese delle Indie Orientali. Peccato che i nativi non capivano o non interpretavano alla lettera il concetto di esclusività mentre capivano benissimo le offerte più vantaggiose che i loro mercanti abituali giavanesi e malesi praticavano in barba alle pretese olandesi.

La reazione degli olandesi fu durissima e non si fece attendere. Un bel giorno l’arcipelago delle isole di Banda fu invaso da una flotta di conquista che diede vita ad una serie di massacri, attacchi e contro attacchi e nuovi trattati che durarono però pochissimo. Nel frattempo gli olandesi costruirono una serie di forti e incentivarono l’arrivo di un folto gruppo di coloni dalla madrepatria. Infine per stroncare definitivamente i recalcitranti nativi essi distrussero tutte le piantagioni di alberi della noce moscata ad eccezione di quelle vicine ai loro forti. Non contenti bruciarono moltissimi villaggi degli indigeni, giustiziarono quasi tutti i capi villaggi e fecero schiava la popolazione nativa che fu messa al servizio dei coloni.

L’ultimo ostacolo al totale monopolio della noce moscata era costituita dalla più estrema isoletta dell’arcipelago, l’isola di Run, dove gli alberi di noce moscata erano così numerosi da crescere abbarbicati alle scogliere. Su questa minuscola isoletta i nativi avevano firmato un trattato commerciale con gli inglesi che avevano li un loro avamposto.

Gli olandesi non esitarono ad attaccarli e dopo una serie di aspri scontri si arrivò nel 1667 al trattato di Breda dove gli inglesi rinunciarono ad ogni pretesa sull’isola di Run in cambio della cessione dell’isola di Manhattan. New Amsterdam diventava così New York e gli olandesi assumevano finalmente il totale controllo del commercio della noce moscata.

Mantenere questo monopolio però non fu facile: nel 1770 un diplomatico francese riuscì a trafugare alcune pianticelle che producevano la liana i cui frutti erano gli altrettanto appetiti chiodi di garofano e ad introdurli positivamente nella colonia delle isole Mauritius.

Mentre gli inglesi riuscirono ad introdurre la noce moscata a Singapore e nelle Indie Occidentali. Oggi l’isola caraibica di Granada è il maggiore produttore mondiale di noce moscata.

Il colpo di grazia al lucroso commercio di queste spezie (pepe, chiodi di garofano e noce moscata) fu però causato dall’avvento dei sistemi di refrigerazione dei cibi che rendevano superate le proprietà “coprenti” delle molecole di queste spezie. Oggi utilizziamo queste spezie esclusivamente come esaltatori di sapidità ed il loro costo è, con tutte le dovute riparametrazioni, infinitamente più basso di quello che per moltissimi secoli ha costituito il vero “oro” dell’umanità.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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