• 15 Novembre 2021 8:02

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Come si sceglie una missione spaziale europea….

DiNatale Seremia

Mar 14, 2019 , ,

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) raccoglie l’adesione di 22 paesi membri ( Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria) ed impiega circa 2200 persone tra scienziati, ingegneri, informatici e personale amministrativo.

La sua sede centrale è a Parigi dove vengono decisi programmi e politiche. Ogni paese membro contribuisce per una quota parametrata al proprio PIL ed il bilancio dell’ESA era nel 2017 di 5,75 miliardi di euro che solo apparentemente sembra una somma imponente. La ricerca e le missioni spaziali sono molto onerose e per questo tutti i progetti di ricerca affrontano una dura competizione interna per assicurarsi il finanziamento necessario alla sua realizzazione.

Attraverso un piccolo pezzo della recente esplorazione spaziale vediamo come funziona questo processo decisionale. Nei primi anni Ottanta del Ventesimo Secolo dopo una lunga fase di preselezione rimasero in ballo due progetti GRASP una missione di astronomia gamma e CASSINI una missione di esplorazione planetologica.

Prima di compiere la scelta definitiva è prevista una pubblica sfida. I rappresentanti delle due missioni le illustrano, nei loro vari aspetti scientifici, tecnici, costruttivi ecc. davanti alla folta platea di tutti gli scienziati, ingegneri e politici spaziali europei, tra cui sono presenti, e tutti lo sanno, i membri dei comitati di selezione, cioè quelli che avranno la pesante responsabilità di suggerire una scelta all’Agenzia Spaziale Europea.

La sfida pubblica quell’anno, il 1988 era prevista in Olanda. Si scontravano attraverso i due progetti finalisti due discipline diverse: planetologia vs astrofisica. Uno dei leader di ciascuno dei due progetti doveva effettuare una presentazione brillante, convincente, efficace e non troppo prolissa in grado di accaparrarsi l’appoggio necessario per assicurarsi il finanziamento. I soldi disponibili sarebbero andati o a GRASP o a CASSINI. Vinse quest’ultimo.

Quasi vent’anni dopo, nel 2005, tutti gli scienziati dell’ESA, di mezza Europa e persino l’allora Direttore Scientifico della NASA, Al Diaz erano presenti a Darmstadt, in Germania, invitati ad assistere dal vivo all’arrivo della sonda «Huygens» su Titano, con il momento clou dell’atterraggio del satellite.

Era il primo atterraggio extraterrestre dell’ESA e la tensione si tagliava con il coltello. Finalmente arrivò il segnale che confermava l’atterraggio su Titano, e scoppiò un grande applauso liberatorio. Dopo qualche ora arrivò la prima splendida fotografia di Titano dove si intravedeva un’atmosfera rossastra ed un terreno color seppia, con qualche sasso in primo piano. La foto era talmente nitida che Al Diaz esclamò che sembrava una foto di Marte.

Arrivava così ad un primo straordinario risultato una missione che tra la fase di progettazione, di selezione e di viaggio era durata quasi 25 anni. Una parte importantissima della carriera e della vita di uno scienziato.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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