• 15 Novembre 2021 2:54

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Nei primi anni Novanta dello scorso secolo due team di ricercatori, indipendentemente l’uno dall’altro, si posero l’obiettivo di misurare con la massima precisione possibile la costante di Hubble, la costante che determina la velocità dell’espansione dell’universo.

I due gruppi di astronomi concorrenti volevano verificare la possibilità teorica di un rallentamento di questa espansione per via degli effetti gravitazionali. Per misurare la velocità di galassie lontane, i due gruppi avevano deciso di usare le «lampadine» più brillanti a disposizione degli astronomi: le supernovae. Partendo dagli studi sul fenomeno dell’esplosione che mette fine alla vita di alcuni tipi di stelle, i due gruppi avevano deciso di usare le supernovae nate dall’esplosione di una nana bianca, una stella che esplode solo quando la sua massa supera un valore ben definito, calcolato in 1,44 masse solari. Questa particolarità è essenziale, perché a un dato valore della massa che esplode corrisponde un valore di luminosità fisso.

Dopo anni di studio e di mappatura delle esplosioni di supernovae di nane bianche, i due team scoprirono un sensibile scostamento rispetto alla costante calcolata da Hubble, ma sorpresa, tale scostamento evidenziava un ulteriore accelerazione dell’espansione dell’universo.

Considerato che dietro ogni accelerazione c’è una forma di energia, la domanda che si poneva di fronte ai due gruppi di ricerca era cosa spingeva l’espansione dell’Universo? Si trattava secondo i calcoli di qualcosa che rappresentava i tre quarti di tutta l’energia dell’universo. Nel momento in cui si dovette affibbiare un nome a questa misteriosa fonte energetica, con una ormai collaudata mancanza di originalità le si attribuì il nome di energia oscura.

I due gruppi giunsero contemporaneamente allo stesso sorprendente risultato, pubblicato in due lavori indipendenti nel 1998. E per questa straordinaria scoperta nel 2011 fu attribuito il Premio Nobel per la Fisica, ex aequo, agli statunitensi Saul Perlmutter Adam Riess e all’americano-australiano Brian Schmidt per la scoperta dell’espansione accelerata dell’universo attraverso l’osservazione dell’esplosione di stelle.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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