• 9 Novembre 2021 20:47

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Siamo nel 1949 in un difficile dopoguerra in Inghilterra. Fred Hoyle, all’epoca trentaquattrenne fisico, astronomo, matematico e grandissimo divulgatore è finalmente tornato alla ricerca scientifica dopo che negli anni della guerra, insieme ad un foltissimo gruppo di scienziati e tecnici, si era dedicato a studiare contromisure per i radar tedeschi.

Per la BBC tiene una seguitissima trasmissione radio di divulgazione scientifica. Le sue lezioni sono così avvincenti da tenere incollati all’apparecchio decine di migliaia di persone, successivamente saranno raccolte in un saggio (ormai introvabile) che ebbe un grande successo editoriale per un’opera di divulgazione scientifica: The Nature of Universe.

Quando arriva il momento di parlare dell’origine dell’Universo, Hoyle difende la sua teoria, detta dello stato «stazionario»: la materia è da sempre creata poco a poco dentro all’Universo, in quantità giusta per continuare a rifornire l’espansione del medesimo Universo, già ben misurata nel 1949.

Con il suo proverbiale spirito caustico attacca duramente la teoria opposta che definisce la “teoria del gran botto (big bang)” e lo dice con un tono inequivocabilmente dispregiativo. Alle 18.30 di quel pomeriggio del 28 marzo 1949, per la prima volta l’espressione «big bang» viene usata in riferimento all’origine dell’Universo. Hoyle aggiunge che questa «teoria del big bang», come poi tutti la chiameranno da quel giorno, «è come una di quelle ragazze che saltano fuori poco vestite dalla torta di compleanno» per fare una sorpresa, e come tale non è da prendere sul serio.

Hoyle morto il 20 agosto del 2001 fu un brillante scienziato ma su quel punto aveva torto. La teoria della “grande esplosione” che poi come sappiamo esplosione non è, nel corso degli anni non è più in discussione. Troppe le prove osservazionali che la accreditano: dall’eco dell’espansione iniziale con la misura della temperatura del fondo del cielo, all’allontanamento delle galassie fino alla cosiddetta nucleosintesi primordiale.

Insomma un’espressione coniata per ridicolizzare una teoria, divenne quel lontano e freddo giorno di marzo, a dispetto del bravo Hoyle, la definizione più popolare, ragionevole e comprovata dell’origine del nostro universo.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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