• 18 Novembre 2021 0:16

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

C’era una volta l’austerity

La guerra dello Yom Kippur nell’ottobre del 1973 non solo sancisce la seconda disastrosa sconfitta dei paesi arabi contro Israele e l’occupazione del SINAI ma produce come conseguenza un rigido embargo petrolifero dei paesi produttori di petrolio organizzati nell’OPEC sotto la guida dello sceicco saudita Yamani verso quei paesi, in gran parte quelli occidentali, accusati di aver sostenuto ed aiutato lo stato israeliano.

Per un paese come l’Italia che dipende quasi totalmente da fonti energetiche importate è un colpo durissimo e che obbliga per una volta il governo, allora presieduto dal democristiano Rumor, ad agire con una tempestività che è indice della drammaticità della situazione. Il prezzo della benzina e del gasolio sale del 70% in una settimana ed il governo vara un rigido piano di austerità fondato su un duro razionamento energetico.

L’illuminazione pubblica viene tagliata dappertutto. I negozi chiudono un’ora prima. La televisione termina la programmazione alle 23 ed il telegiornale viene anticipato alle 20. A partire dal 2 dicembre viene stabilito il blocco totale del traffico privato la domenica mentre negli altri giorni la velocità massima ammessa in autostrada è di 110 chilometri l’ora.

Fare un pieno di benzina ha un costo proibitivo. Il divieto domenicale è rispettato quasi da tutti, persino con entusiasmo. Le strade si riempiono di biciclette, calessi, perfino singoli cavalli e pedoni, tantissimi pedoni che percorrono le strade un po’ desolate e buie delle città per via del taglio all’illuminazione pubblica. Solo nella prima domenica di austerity si fermeranno 12 milioni di automobili facendo risparmiare 50 milioni di litri di benzina.

E’ la fine di un modello di sviluppo centrato sulla motorizzazione di massa che aveva trainato il benessere italiano negli anni precedenti. Nei successivi due anni la produzione automobilistica arretrerà di oltre il 30%. Anche la musica descriverà uno scenario nel quale la gente sembra tornata indietro nel tempo, l’interprete più singolare e caustico è forse Renato Carosone con il suo brano Caravan Petrol.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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