• 22 Novembre 2021 14:45

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

C’era una volta la commedia italiana capace nella sua leggerezza di essere anche sferzante critica di costume e rappresentazione, sia pure in chiave farsesca e comica, del malcostume nazionale. E’ il caso del film “Il medico della mutua” (1968) per la regia di Luigi Zampa.

Tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe D’Agata uscito quattro anni prima, questo classico della commedia italiana si avvale di una delle migliori interpretazioni di Alberto Sordi nei parti del cinico ed arrivista dottor Guido Tersilli, un giovane neo laureato che intende sfruttare le possibilità offerte dal sistema nazionale sanitario, attraverso quelle che allora si chiamavano popolarmente mutue, per arraffare più pazienti (mutuati) possibile. Molti mutuati molto guadagno. All’epoca la principale mutua era l’INAM che rappresentava il 57% degli assistiti.

Per ottenere questo risultato Tersilli non esita ad utilizzare tutte le armi, lavora gratuitamente in un ospedale nel quale, grazie al suo arrivismo, riesce a entrare nelle grazie del primario e delle suore infermiere che lo aiutano indirizzandogli alcuni pazienti, al contempo si attira le ire dei colleghi a cui cerca di rubare i mutuati. Per fare il salto di qualità Guido visita il Dott. Bui, un anziano medico in fin di vita che ha raccolto nella sua carriera più di 2300 mutuati. Non esita a corteggiarne l‘attempata moglie (Bice Valori) ed a sfruttare anche le conoscenze e l’aiuto della madre e della fidanzata Teresa. Neppure un collasso riuscirà ad arrestare l’assalto ai mutuati dell’arrampicatore Tersilli che da casa via telefono “curerà” i suoi pazienti attraverso la sua infermiera.

Il film stigmatizza il sistema sanitario dell’epoca, strutturato sul sistema delle mutue e totalmente finanziato dallo Stato, spesso gestito attraverso meccanismi di corruzione e raccomandazione. Grazie alla sua interpretazione l’Albertone nazionale vinse un David di Donatello ed un Globo d’oro.

Il film ebbe un ottimo successo commerciale incassando al botteghino oltre tre miliardi di lire.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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