• 20 Novembre 2021 3:17

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

1913: La più grande mostra futurista del secolo – Ep. 14

E’ il 19 settembre 1913 quando a Berlino si apre la più importante kermesse dell’arte moderna dopo l‘Armory Show newyorchese: il Primo Salone d’Autunno che si tiene nella leggendaria Galerie der Sturm di Berlino. I Futuristi espongono in forze insieme con Chagall, Robert e Sonia Delaunay, Ernst, Goncarova, Kandinskij, Klee, Kokoschka, Larionov, Léger, Macke, Marc, Picabia, Rousseau, Souza Cardoso.

La mostra è merito soprattutto dell’impegno di Franz Marc (1880-1916) uno dei più importanti rappresentanti dell’espressionismo tedesco e di Auguste Macke (1887-1914)  uno degli esponenti principali del movimento espressionista tedesco Der Blaue Reiter (Il cavaliere blu). Il Primo Salone d’Autunno espone ben 366 opere in un enorme sala di 1200 metri quadri. Decisivo fu l’aiuto economico del mecenate Bernhard Koehler che inizialmente sborsò 4.000 marchi per finanziare la mostra.

All’inaugurazione arrivarono a Berlino Robert e Sonia Delaunay e Marc Chagall, parallelamente alla mostra si svolgono una serie di conferenze animate dai due teorici dell’arte più famosi ed eclettici del panorama europeo: Guillaume Apollinaire che aveva dato il nome al cubismo e Tommaso Marinetti, teorico dei futuristi italiani.

La stampa berlinese però stronca ferocemente il Primo Salone d’Autunno, definisce le opere esposte come una massa di incomprensibili scarabocchi. A niente vale l’orgoglioso tentativo di difendere questa straordinaria internazionale di artisti, la mostra si rivelerà un incredibile flop per quanto riguarda i visitatori e il mecenate Koehler dovrà aggiungere altri 16.000 marchi per coprire il deficit accumulato.

Tragico il destino di due dei principali organizzatori, Franz Marc ed Auguste Macke, entrambi saranno inghiottiti dalla grande mattanza che deflagrerà in Europa nell’anno successivo, morendo giovanissimi.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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