• 15 Novembre 2021 14:31

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

1913: Il bestseller dell’anno – Ep. 7

Nel mese di aprile del 1913 esce il bestseller dell’anno, il romanzo che venderà più copie di tutti in quell’anno che precede la tempesta. Si tratta de “Il tunnel sotto l’oceano” (Der Tunnell) di Bernhard Kellermann. Soltanto nella prima settimana di pubblicazione vende 10.000 copie e nei primi sei mesi del 1913 tocca quota 100.000 copie vendute. Per fare un raffronto, “La morte a Venezia” del grande romanziere tedesco Thomas Mann nel 1913 vendette 18.000 copie e raggiunse le 100.000 soltanto alla fine degli anni Trenta.

Il tunnel sotto l’oceano è un romanzo soltanto in apparenza di fantascienza, che racconta di un ciclopico scavo sotto l’Atlantico per costruire un tunnel che colleghi l’Europa all’America. Sterminate moltitudini di lavoratori si alternano dalle due sponde dell’oceano per erigere questa faraonica opera destinata a segnare il progresso del Ventesimo Secolo. Il romanzo è un cocktail di fantascienza e critica sociale, di fede nel progresso capitalistico e romantica visione dell’ingegneria. Durante i mesi di scavo e costruzione si alternano rovinosi crolli, scioperi selvaggi, speculazioni affaristiche in borsa. Finalmente dopo 24 anni di lavoro gli operai americani ed europei si incontrano a metà dell’Atlantico e fraternizzano. Due anni dopo il primo treno parte in direzione di New York, impiegherà 24 ore per arrivarci.
Peccato che quasi nessuno voglia utilizzarlo. Il tunnel sotto l’oceano che venticinque anni prima era un icona del futuro e del progresso tecnologico, ormai è una reliquia di un passato obsoleto. Da qualche anno la gente vola in poche ore tra le due sponde dell’Atlantico bevendo cocktail su aerei sempre più veloci e facendo del ruvido sarcasmo su un’opera nata moribonda.

Il messaggio che Kellermann sembra gridare ad alta voce in questo vero e proprio bestseller dell’epoca e che occorre salvaguardare l’utopia dalla voracità del tempo. Il romanzo ispirò ben 4 film con lo stesso nome: uno già nel 1914 di William Wauer. 

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.