Il Sistema Solare: Venere – Ep. 3

Non è rato individuare una stella particolarmente brillante che in alcune sere appare dopo il tramonto del Sole. Peccato non sia una stella, ma Venere il secondo pianeta più distante dal Sole con i suoi 108 milioni di chilometri dalla nostra stella. Poiché si trova sempre all’interno dell’orbita della terra intorno al sole, Venere mostra delle fasi simili a quelle che presenta la luna che furono osservate per la prima volta da Galileo Galilei e che costituirono forse la prova determinante a favore della teoria copernicana, ovvero che era la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa.

Per molto tempo Venere è stato considerato il pianeta gemello della Terra cui è molto simile per dimensioni e massa. In realtà con il progredire delle osservazioni e delle missioni su questo pianeta che prende il nome della Dea romana dell’amore e della bellezza ci siamo resi conto delle profonde differenze con l’habitat terrestre. Venere possiede un’atmosfera costituita prevalentemente da anidride carbonica ed al suolo è quasi 100 volte più densa di quella terrestre.

Le nubi, composte non da acqua, ma da vapori di acido solforico, intrappolano il calore del sole (è il famoso effetto serra) rendendo la superficie di Venere un luogo infernale, con temperature costantemente superiori ai 450 °C. Sferzanti venti scuotono continuamente la coltre nuvolosa e, come se non bastasse, di quando in quando dalle nubi acide piovono al suolo tremende piogge corrosive. Insomma mai nome fu più inappropriato.

La superficie di Venere è costituita per lo più da immense distese di sabbia incandescente con alcuni vulcani, come il Monte Maat, e la catena montagnosa dei monti Maxwell, che raggiunge gli 11 km di altezza. Venere è uno dei pianeti del Sistema Solare più esplorato nella storia delle missioni spaziali. La prima risale addirittura al 1961 con la missione sovietica Venera 1 che effettuò il fly-by del pianeta senza però riuscire a trasmettere alcun dato. Il programma Venera continuò fino al 1983 con 16 missioni di successo. Gli americani risposero dal 1962 con il programma Mariner a cui i sovietici replicarono nel 1985 con le sonde Vega 1 e 2 che rilasciarono moduli sulla superficie venusiana. Vega 2 atterrò nella regione Aphrodite raccogliendo un campione di roccia contenente anortosite – troctolite, materiale raro sulla Terra, ma presente negli altopiani lunari.

La sonda americana Venus Express lanciata nel 2006 per ben otto anni ha fornito dati estremamente interessanti producendo inoltre una mappatura completa della superficie venusiana. Attualmente sono in corso missioni giapponesi ed indiane, mentre un’ambiziosa missione russa è stata posticipata al 2024.

Venere impiega 225 giorni terrestri per compiere una rivoluzione attorno al Sole, tra un’alba e l’altra (giorno solare) trascorrono soltanto 117 giorni terrestri perché mentre Venere ruota su se stesso in senso retrogrado, si sposta anche lungo la propria orbita compiendo il moto di rivoluzione che procede in senso opposto a quello di rotazione. Ne deriva che lo stesso punto della superficie si viene a trovare nella stessa posizione rispetto al Sole ogni 117 giorni terrestri.

Come abbiamo detto il clima venusiano è infernale e nonostante sia il secondo pianeta più vicino al Sole Venere è di gran lunga il pianeta più caldo del Sistema Solare tanto che la temperatura minima si riscontra in cima al suo monte più alto il Maxwell Montes, circa 11.000 metri di altezza ed è di 380° con una pressione di 45 bar.

Qualche altre informazione su Venere è riscontrabile sul post L’inferno di Venere

Insomma decisamente un luogo inospitale……

e

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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