• 20 Novembre 2021 18:22

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Tutti i grandi  scienziati sono ovviamente dotati di un talento  fuori dal  comune, ma tutti hanno  bisogno anche di una  generosa dose di fortuna per completare studi e ricerche che lasceranno il  segno nella  storia dell’evoluzione  del  sapere umano.

Non fa quindi eccezione Edwin Hubble (1889-1953) colui  che ha di fatto scoperto l’universo. Da giovane  Hubble era un ottimo atleta, tanto che detiene ancora il record di salto in alto delle scuole superiori dell’Illinois. Queste doti  sportive gli consentirono  frequentando l’Università dell’Illinois di vincere  una borsa di studio Rhodes (per meriti sportivi) e passare tre anni nella  prestigiosa università di  Oxford, in  Inghilterra. Al  suo rientro in patria, Hubble trascorse un periodo  a Louisville,  nel Kentucky, dove per compiacere il padre perfezionò  i suoi studi  in legge. 

Alla morte del genitore però il buon Edwin  tornò al suo amore vero, quello  per  la scienza e prese il dottorato in astronomia all’Università di Chicago fotografando  le cosiddette nebulose deboli. Dopo un breve periodo di servizio militare  nella Grande Guerra, Hubble incassò il  primo colpo di fortuna, fu assunto da George Ellery Hale all’osservatorio di Mount  Wilson

L’osservatorio di Yerkes dove aveva svolto le ricerche per il  dottorato possedeva il più grande telescopio rifrattore del mondo, con un metro di diametro (per inciso è  ancora il più grande di questa tipologia). Per avere un’idea della potenza dello strumento il cannocchiale di Galileo aveva un diametro di 3,7 centimetri e con questo rudimentale congegno il  genio pisano aveva osservato le stelle nella banda luminosa chiamata Via Lattea.

Yerkes ha  un diametro 27 volte più grande  e quindi aveva 729 volte  la capacità di raccogliere la  luce di quello  di Galileo. La Dea Bendata aveva fatto si che Hubble venisse assunto da Hale  proprio mentre  questi costruiva il più grande telescopio riflettore del mondo con un diametro di ben 2,5 metri. Per ragioni intrinseche i telescopi rifrattori non possono avere un diametro maggiore di un metro, quindi  Hubble si trovò a disposizione uno strumento in grado di osservare singole stelle distanti fino a 1,6 anni  luce e attraverso la  tecnica fotografica ad alta esposizione andare ancora più  in  la nello spazio e nel tempo.

Il funzionamento del telescopio riflettore inventato  da Sir Isaac  Newton si fonda  sulla luce che entra dall’estremità anteriore e colpisce un grande  specchio  posto sul fondo che la riflette. Grazie ad un piccolo specchio  secondario la  luce viene poi indirizzata verso un punto  focale esterno al tubo dove  si piazza l’oculare. Questa tipologia di telescopi permette  di sostenere specchi decisamente  più grandi di un metro di diametro.

Hubble  arrivò a Los Angeles nel 1919 ed iniziò a lavorare con il nuovo potentissimo telescopio  appena  fu finito  di realizzare. Scattò numerose fotografia di quella che allora era chiamata la Nebulosa  di Andromeda e scoprì che in realtà  M31 era piena di stelle.

Notò anche alcune stelle splendenti che individuò come variabili Cefeidi  che emettevano la loro luminosità  in modo regolare nel  tempo e  così riuscì a calcolare  la distanza di M31 Andromeda sia pure sotto stimandola.

Grazie a quella fortunata assunzione Edwin Hubble ottenne un posto imperituro nella storia dell’astronomia.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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