• 9 Novembre 2021 22:02

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Per  mesi i servizi segreti britannici avevano rincorso  informazioni sulle famigerate  armi  di rappresaglia che i nazisti ormai con le  spalle al muro stavano  progettando. Fino addirittura ai  primi lanci delle V1 rapporti ed analisi dell’intelligence  sovrastimarono la potenza di questi ordigni volanti.

Nel  1944 in prossimità  dello sbarco in  Normandia vennero  compiuti sforzi enormi per carpire i segreti delle V2, la seconda generazione delle bombe volanti. Uno dei più straordinari atti di questa  frenetica  caccia ai misteri dei missili di Hitler si svolse il 25 luglio 1944. 

Un C-47 non armato pilotato   da un giovane  pilota neozelandese Guy Culliford si alza nel  cuore della notte  da  un aeroporto dell’Italia  meridionale. Culliford è accompagnato da  un navigatore polacco il tenente  Szrayer perché la missione ha dell’incredibile,  raggiungere la Polonia, duemila chilometri di volo notturno attraverso le linee nemiche.

Il Dakota riesce nella temeraria missione ed atterra nei  pressi del villaggio di Zaborow, venti chilometri a nord ovest di Tarnow. Culliford atterra su una pista usata di giorno dalla Luftwaffe ma,  di notte è pressocchè  abbandonata,  anche se a  due chilometri da li, bivaccano circa  400 soldati tedeschi. In pochi istanti vengono raggiunti da un gruppo di partigiani polacchi organizzati dal SOE britannico, che caricano rapidamente nella stiva del velivolo diciannove valige piene di rottami di una V2 che si era schiantata nei  pressi del  fiume Bug e migliaia di fotografie e disegni oltre a 5 membri della Resistenza polacca.

Erano  passati soltanto cinque minuti dall’atterraggio  del C-47. Culliford  riaccende i motori e avvia le  procedure di decollo ma con sgomento nota che i freni si sono bloccati e le ruote del carrello sono affondate nella  terra soffice.

Per un’ora i partigiani scavano  il terreno per liberare l’aereo mentre Culliford taglie le linee idrauliche del Dakota. Il giovane  pilota neozelandese riprova il decollo e soltanto al quarto tentativo il Dakota ondeggiando paurosamente e con esasperante lentezza  decolla.

Il  volo di ritorno è  drammaticamente  lungo anche perchè il  carrello d’atterraggio  è rimasto parzialmente aperto.  Alle prime luci dell’alba Culliford riesce ad effettuare un goffo e fortunoso atterraggio all’aeroporto di Brindisi. Le valige  con i rottami delle V2 vengono spedite a Londra ed i servizi segreti britannici li riceveranno due giorni dopo.

Purtroppo l’eroismo del giovane neozelandese decorato con  la massima onorificenza militare polacca non servirà a sciogliere il mistero sulle  specifiche tecniche della  V2. I tecnici britannici rimasero perplessi e insoddisfatti nonostante tutto  il materiale recuperato.

Tra l’estate e l’autunno   del 1944 piovvero  sull’Inghilterra oltre 10.000  bombe volanti di cui solo 2419 raggiunsero Londra, gran parte delle quali abbattute da caccia,  contraerea  e palloni. I morti provocati dalle armi di rappresaglia di Hitler  furono 6184 una percentuale  modestissima rispetto alla carneficina di civili operata dai bombardamenti indiscriminati alleati sulle  città  tedesche.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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