Il fronte orientale nell’agosto del 1914

L’esercito russo che  in tempo di pace contava comunque 1,4 milioni di soldati durante la mobilitazione della crisi che porterà allo scoppio della Grande Guerra raggiunse nell’arco dei primi 30 giorni, due  milioni di unità  per arrivare con il tempo alla cifra mostruosa di 5 milioni di uomini in armi.

Nel complesso la situazione  delle forze zariste non era soddisfacente,  l’addestramento basilare, consegnava agli ufficiali truppe meno preparate di quelle  austriache ma, soprattutto  di quelle tedesche.  La dottrina militare russa era  piuttosto obsoleta e i grandi generali divisi da profonde rivalità personali che li portavano a condurre la  guerra senza un efficace e vero coordinamento.

Un altro fattore che frenava l’efficienza dell’esercito era l’analfabetismo della grande maggioranza dei ranghi inferiori, una conseguenza dello scadente sistema scolastico russo. A questo si aggiungeva, come nel caso dell’esercito austriaco, una presenza multietnica molto marcata che non favoriva l’omogeneizzazione dell’esercito.

Dal  punto di vista dell’equipaggiamento l’esercito russo non era  messo male: aveva in dotazione il fucile Mosin-Nagant 7,62mm con otturatore a cilindro, un’arma affidabile e precisa. Composti da 4000 uomini, i reggimenti di fanteria erano anche dotati di otto mitragliatrici a nastro tipo Maxim M1910 raffreddate ad acqua, anch’esse da 7,62mm, che si rivelarono efficienti e pratiche. Per quanto riguardava l’artiglieria il più importante cannone da campo, il Pulitov da 76,2mm, era una buona arma, mentre i più pesanti Schneider da 122mm e 152mm costituivano la principale artiglieria pesante anche se l’esercito russo, come quasi tutti gli altri, ne aveva pochissimi a disposizione.

 Il  tallone d’achille dell’esercito russo risiedeva nell’insufficienza del munizionamento, e di altri basilari elementi dell’equipaggiamento di base,  come ad esempio gli stivali di cui c’era una  grandissima penuria. Inoltre la rete ferroviaria, scadente, nonostante alcuni investimenti francesi rendeva la logistica di un esercito cosi immenso, ed i suoi spostamenti altamente difficoltosi.

A fronteggiare la Russia c’era l’esercito austro-ungarico che in tempo di pace contava circa 440.000 uomini ma con la mobilitazione arrivò allo strabiliante  numero di 3,3 milioni di soldati in armi.

L’impero asburgico con  i suoi 50 milioni di abitanti era il terzo stato più popoloso del vecchio continente, ma il  suo esercito soffriva  dei sintomi centrifughi di una monarchia in via di dissoluzione. I fanti indossavano un’uniforme azzurra  e l’arma in  dotazione era un fucile Mannlicher M1895 da 8mm, affidabile e capace di una cadenza di tiro molto elevata, fino a 35 colpi al minuto! Le compagnie di mitraglieri austriaci erano solitamente composte di quattro sezioni, ciascuna armata di due Schwartzlose M.07/12 da 8mm raffreddate ad acqua, che presentavano il vantaggio di essere molto più leggere di quelle della concorrenza. La vera forza dell’esercito austriaco, contrariamente a quelli francesi, inglesi, tedeschi e russi era la dotazione di una formidabile artiglieria pesante, tra cui spiccava  il mortaio da assedio Skoda 305mm 1911. Questo colosso era servito da almeno quindici persone e veniva trainato da un trattore da quindici tonnellate. Quando era in posizione, sparava un proiettile con spoletta ad azione ritardata del peso di 850 libbre e in grado di penetrare quasi due metri di calcestruzzo, oppure un proiettile da 630 libbre che aveva un incredibile potere esplosivo e creava crateri di oltre sette metri, minacciando la fanteria esposta in un raggio di quattrocento metri.

Gli austriaci prestarono otto di questi esemplari agli alleati tedeschi per aiutarli a sgominare i forti belgi sul fronte occidentale nell’agosto del 1914. Il 31 luglio la Germania dichiarò guerra alla Russia, seguita soltanto  il 6 agosto dall’Austria, anche il fronte orientale si preparava al suo triste tributo di sangue.

 

 

 

 

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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