Hatfield e McCoys una faida lunga 138 anni

Una delle faide più celebri, sanguinose e lunghe che si conoscano è quella tra i clan Hatfield-McCoys (1865-1891) che coinvolse due famiglie nell’area compresa tra la Virginia Occidentale e il Kentucky, lungo le rive del Tug Fork, affluente del Big Sandy River che separava i due stati.
Secondo la leggenda, il violento e sanguinario scontro fu causato “da una donna e da un maiale” e arrivò a coinvolgere i governi dei due Stati confinanti. La faida culminò in una vera e propria battaglia campale il 18 gennaio del 1888 che prese il nome di “battaglia di Grapevine Creek”.
I McCoys guidati da Frank Phillips ingaggiarono una feroce battaglia che portò all’uccisione e alla cattura di svariati membri della famiglia Hatfield. Valentine “Uncle Wall” Hatfield, fratello maggiore di Devil Anse Hatfield, e altri sette, furono infatti arrestati e condotti nel Kentucky per essere processati. Sette furono condannati all’ergastolo ed uno, un ragazzo albino e ritardato impiccato.
Questa vicenda storica che è culminata in un simbolico trattato di pace nel 2003 tra i successori Hatfield e McCoys, ha dato vita a numerose trasposizioni cinematografiche, la più riuscita è senza dubbio la miniserie firmata da Kevin Reynolds nel 2012 per il canale via cavo History.
La miniserie che si avvala di interpreti del calibro di Kevin Costner e Bill Paxton è stata un successo, diventando la serie tv più vista di sempre su una rete via cavo, con ascolti da 13,9 milioni di telespettatori per il primo episodio a 14,2 milioni per l’ultimo.
Le tre puntate da oltre 90 minuti ciascuna sono un’affresco di un’epoca e degli ultimi uomini della frontiera americana. Un West crepuscolare e violento che segue la vera storia della faida con poche licenze ed imprecisioni dal punto di vista storico.
Vincitore di 5 Emmy tra cui quello per il miglior attore protagonista andato all’ultimo grande interprete del western hollywoodiano Kevin Costner, la miniserie è attualmente disponibile sulla piattaforma Netflix.

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