L’Universo magnetico

Nessuno veramente sa da dove viene il magnetismo cosmico o come è stato generato, adesso però grazie ad uno studio coordinato da Sui Ann Mao, dell’Istituto Max Planck per la radio astronomia a Bonn è stata scoperta una galassia giovane, distante da noi circa 5 miliardi di anni luce che possiede un campo magnetico del tutto simile a quello della nostra, ben più vecchia, Via Lattea. Questo dimostrerebbe che i campi magnetici si generano in un’epoca precoce della formazione galattica e che rimangono relativamente stabili nel tempo.

Per poter rilevare questo campo magnetico (ricordiamo che quello delle galassie è infinitamente più debole di quello terrestre) è stato necessario sfruttare l’effetto Faraday. Infatti questo tipo di osservazioni non sono agevoli, anche perché il campo magnetico non può essere rilevato direttamente, ma solo mediante “l’impronta magnetica” lasciata sulla luce che vi passa attraverso, un effetto denominato come rotazione di Faraday.

Ricordiamo che in fisica, l’effetto Faraday o rotazione di Faraday è una interazione tra luce e campo magnetico. La rotazione del piano di polarizzazione è proporzionale alla intensità della componente del campo magnetico nella direzione del raggio luminoso.

Nel caso specifico di questa “giovane galassia” ci si è avvalsi di un colpo fortuntato, la presenza dietro la galassia, allineata quasi perfettamente e assai più distante di una molto più luminosa quasar. Grazie a questo fortuito allineamento, la luce della quasar diretta verso di noi passa attraverso il campo magnetico della galassia, raccogliendo l’impronta dell’effetto Faraday. Impronta svelata in questo caso da un grande radiotelescopio, la schiera di parabole G. Karl Jansky Very Large Array nel deserto del Nuovo Messico.

Questa scoperta rafforza la convinzione che per comprendere l’universo abbiamo bisogno di comprendere il magnetismo.

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