Storia

L’Assedio di Ancona

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In Italia il 1848-49 è il momento della Prima Guerra di Indipendenza e dei moti rivoluzionari. Nel gennaio del 1849, in tutti i territori dell’ex Stato pontificio, si tennero le elezioni a suffragio universale per l’Assemblea Costituente. Fra gli eletti, in maggioranza democratici, c’erano anche Mazzini e Garibaldi. Il primo risultato è che il 9 febbraio si proclama la fine del potere temporale dei Papi. Gli effetti di questo movimento tellurico nello Stato Pontificio si propagarono anche in Toscana ai primi di febbraio, Leopoldo II abbandonò il paese, mentre veniva convocata un’Assemblea costituente e i poteri effettivi passavano ad un triumvirato composto da Montanelli, Guerrazzi e Mazzoni. I moti rivoluzionari che si propagano per la penisola avranno l’effetto di spingere Carlo Alberto, Re del Piemonte a riprendere l’offensiva contro gli austriaci.
Nel frattempo ad Ancona, dopo un breve passaggio di Garibaldi, la citta insorge contro il Papato, si dichiara libera dal dominio papale e appartenente alla (seconda) Repubblica Romana.
L’esito della prima guerra di Indipendenza viene segnato dalla Battaglia di Novara dove le truppe piemontesi vengono sconfitte dal generale Radetzky.
Quella di Novara fu l’ultima e la più sanguinosa battaglia della prima guerra d’indipendenza. Da parte piemontese si lamentarono 578 morti, 1.405 feriti e 409 fra dispersi e prigionieri. Da parte austriaca 410 morti, 1.850 feriti e 963 fra prigionieri e dispersi.
Ringalluzzito dalla svolta della guerra Papa Pio IX chiese allora l’aiuto degli austriaci, comandati dal feldmaresciallo Franz Wimpffen, per riprendere il possesso delle sue terre ad iniziare dalla ribelle Ancona.
L’Assedio di Ancona comincia il 24 maggio 1849. La città è una piazzaforte ben difesa ma puo’ contare soltanto su 4.000 soldati provenienti un po’ da tutta Italia. Ancona verrà duramente bombardata per settimane ma la resistenza opposta dagli uomini guidati dal colonnello Livio Zambeccari sorprenderà gli austriaci. Durante l’assedio si distinguerà per eroismo uno speciale nucleo di arditi e giovanissimi volontari chiamato “Il Drappello della Morte”.
Il 17 giugno Zambeccari conscio di non avere piu’ scampo accetterà le condizioni di resa degli austriaci che colpiti dall’accanita resistenza degli italiani concederà loro l’onore delle armi. Dopo l’Unità d’Italia, in occasione del cinquantenario, Ancona venne insignita della medaglia d’oro come Benemerita del Risorgimento nazionale per l’eroismo e l’attaccamento agli ideali di libertà e di indipendenza dimostrati nel 1849.

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