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Quando la scienza riscrive la Bibbia (o una parte di essa)

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Nel Deuteronomio, il quinto libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana, viene promessa al popolo di Israele una nuova terra dopo la fuga dall’Egitto: Canaan.
Canaan comprendeva il territorio attuale di Libano, Israele e parti di Siria e Giordania ed era abitata prima dell’avvento degli Israeliti dai cananei, misteriosa popolazione di cui ancora oggi conosciamo ben poco.
Secondo la Bibbia, Dio promette agli ebrei Canaan ma intima loro di sterminare tutti i Cananei senza eccezione.
“Sterminateli, non venite a patti con loro, non concedete loro la grazia”, “demolite i loro altari, spezzate i loro cippi, abbattete le loro Asceroth, date alle fiamme i loro idoli”, si legge nel testo sacro.
E’ cosi’ avviene secondo la Bibbia.
Adesso una ricerca pubblicata sull’American Journal of Human Genetics, ha dimostrato che la popolazione dei Cananei, che occupava la “terra promessa” da Dio al popolo d’Israele e che, secondo la Bibbia, fu sterminata dagli Israeliti, in realtà non sarebbe stata affatto annientata.

Infatti circa il 90 per cento del loro codice genetico sarebbe presente nel genoma di 99 libanesi viventi oggetto dello studio.

Questo prova inconfutabilmente che i cananei non furono affatto annientati e che il loro corredo genomico ha continuato a trasmettersi, generazione dopo generazione, tra gli abitanti della regione.

Ovviamente questo incontrovertibile risultato non puo’ escludere che ci sia stata una guerra tra ebrei e cananei, ma certamente anche se questo evento bellico fosse realmente accaduto, non è certamente andato come recita il quinto libro della Bibbia.

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