Scienza

L’importanza della menopausa

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La menopausa è una fase di transizione spesso delicata per la donna sia da un punto di vista fisico che psicologico. Il termine della fase riproduttiva puo’ essere vissuto in modo negativo dalla donna, soprattutto nei primi anni.
Oggi pero’ grazie ad uno studio di un team di ricercatori dell’Università di Montpellier in Francia, sappiamo che la menopausa sarebbe uno stadio evolutivo molto importante per la trasmissione dei geni alle future generazioni.
A differenza delle femmine di altre specie di mammiferi (ad eccezione di alcuni cetacei) le donne entrano in menopausa e concludono la loro vita riproduttiva molto tempo prima del termine atteso per la loro vita. Questa singolare circostanza ha da tempo indotto i ricercatori a supporre che la menopausa e la lunga vita post-riproduttiva fornisse qualche vantaggio.
Le ipotesi in gioco era sostanzialmente tre.
La cosiddetta ipotesi materna sostiene che la menopausa si sia evoluta per evitare il rischio di morte durante il parto.
Le altre due chiamate “ipotesi della nonna” e “modello del capitale incorporato” ritengono entrambe che la menopausa sia un modo per trasferire energie dalla riproduzione diretta a quella indiretta, ovvero l’accudimento e la crescita di figli e nipoti.
La prima ipotesi punta decisamente più sulle energie fisiche da mettere a disposizione per prole e nipoti, una menopausa ritardata consegnerebbe a questo compito una donna più stanca, anziana e magari malata.
L’ipotesi del modello del capitale incorporato punta invece sullo sviluppo del “capitale neurale” e il corrispondente accumulo di competenze nell’allevamento.
I ricercatori hanno messo a punto un sofisticato modello attraverso il quale con una serie di simulazioni hanno decisamente escluso la prima ipotesi (la cosiddetta ipotesi materna) e ritenuta molto piu’ probabile la terza, ovvero quella che punta sull’accrescimento delle competenze per la cura e la crescita delle nuove generazioni.
Nelle antiche società tradizionali, le competenze e l’esperienza continuavano a crescere per tutta la durata della vita, anche perché data l’aspettativa di vita molto piu’ bassa di quella attuale, la quota di popolazione affetta da demenze o comunque da un decrescimento cognitivo era molto ridotta.
Per la stessa ragione, la durata piu’ breve della vita, il picco di energie fisiche si aveva poco prima dei trent’anni per poi diminuire.

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