Scienza

La fine del sesso

Probabilmente alla fine di questo secolo, o nelle prime decadi del XXI  secolo il sesso sarà definitivamente “espulso” dal processo riproduttivo. In altre parole la razza umana non farà più sesso per generare figli ma soltanto per il piacere.
I figli saranno concepiti dall’inizio fin quasi alla fine al di fuori del corpo umano, e sarà possibile selezionarli su misura, con un semplice sequenziamento dei genomi degli embrioni candidati all’impianto in utero.
Questo è lo scenario tracciato da Henry Greely, docente di legge e genetica alla Stanford University, dove dirige il Center for Law and the Biosciences, nel suo libro “La fine del sesso”.
Un futuro che dal punto di vista dei risultati scientifici non è poi cosi lontano. Potrebbe essere possibile ottenere spermatozoi e ovuli da cellule adulte degli individui e magari riprogrammarle con un apposito cocktail di proteine per riportarle allo stato di cellule staminali pluripotenti indotte, in grado di differenziarsi in qualunque tipo cellulare che compone un organismo umano, e poi indurre quelle staminali a differenziarsi in gameti, maschili o femminili a scelta.
Si potrebbe selezionare il corredo genetico del nascituro, per ottenere un figlio con determinate caratteristiche ed inclinazioni. Una decina di anni fa il sequenziamento di un intero genoma umano costava 500 milioni di dollari. Tre anni fa solo 1500 dollari e nel prossimo futuro questa somma potrebbe ridursi a poche decine di dollari.
L’autore di questo libro ovviamente insiste anche sulle implicazioni giuridiche, morali ed etiche di questa rivoluzione sessuale e sul ruolo che i decisori politici potrebbero giocare in questa partita dove scienza, etica, legge e politica si incrociano e si sovrappongono.

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