L’Ipotesi del Male

Diciamolo l’Italia non è esattamente la patria della letteratura di genere, con le dovute eccezioni, si tratta di territori letterari nei quali la fanno da padrone i paesi anglosassoni.
Anche nella letteratura “gialla” o poliziesca ed in quella che definiamo in modo più ampio “thriller” è estremamente difficile trovare un autore italiano in grado di riscuotere un consistente successo internazionale.
In altri parole, tanti bravi autori vedono le loro opere pur di pregevole fattura, confinate dentro il mercato nazionale, come se in qualche misura fossero prive di alcuni tratti distintivi che ne decretano un successo per cosi dire universale.

Non è il caso di Donato Carrisi, scrittore e sceneggiatore, nato nel 1973 e letteralmente esploso con il suo primo romanzo del 2009 “Il Suggeritore” pubblicato con Longanesi.

Il libro racconta le ricerche della Squadra Speciale di investigazioni per ritrovare alcune bambine scomparse e un serial killer. Il gruppo è guidato dal criminologo Goran Gavila e affiancato da Mila Vasquez come esperta di persone scomparse.
Il libro è stato pubblicato in 26 paesi e ha superato il milione di copie vendute. In Italia ha avuto 19 edizioni ed è rimasto in classifica per più di 30 settimane conquistando fra l’altro il Premio Bancarella.
Nel 2013 Carrisi pubblica “L’ipotesi del male” che è allo stesso tempo un prequel ed un sequel del Suggeritore con il quale seguiamo un’altra volta le vicende della detective Mila Vasquez, un personaggio femminile straordinariamente delineato, priva di empatia ed in lotta perenne con il suo lato oscuro.
Anche questo romanzo diviene un best seller e vince il Premio Scerbanenco il più importante premio letterario italiano per la narrativa gialla.
Per chi ancora non conosce lo stile di Carrisi che si avvale anche delle sue capacità e qualità di sceneggiatore televisivo e cinematografico questa può essere l’occasione per leggere questa avvincente coppia di romanzi.

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