La pericolosa incoerenza di Trump

Questo era il giudizio cafonesco e lapidario di Trump su Obama quando questi minacciava ritorsioni contro il regime di Assad. Very foolish leader….sostanzialmente da dello stupido all’ex Presidente USA, giudizio poi reiterato anche l’anno scorso. Poi improvvisamente, una volta alla Casa Bianca, la disinvolta piroetta, Trump si improvvisa difensore della dignità umana e degli innocenti di tutto il mondo e sgancia 59 missili sulla polveriera siriana.

La risposta del terrore non si è fatta attendere, poche ore dopo, con l’attentato a Stoccolma. Non occorre essere molto  intelligenti,  come Trump sa benissimo, per sapere  che guerre, ritorsioni o attacchi preventivi che siano non hanno mai risolto niente. E’ stato cosi dalla guerra in Afghanistan, per passare alle due guerre del Golfo, non dimenticando la Somalia ed altri teatri di crisi. Anzi il terrorismo è riuscito a radicalizzare fasce crescenti di popolazione ed addirittura reclutare i cosiddetti foreign fighters.

Quindi è evidente che l’azione spregiudicata del tycoon americano sia giocata piu’ in chiave interna per controbilanciare le difficoltà incontrate da quando è allo Studio Ovale, che per un effettiva intenzione di rispolverare il ruolo di gendarme del mondo, che cozza contro tutta la predica isolazionista di Trump.

Il fatto è che questa disinvoltura nell’uso delle armi non promette niente di buono e rischia di precipitare il mondo in una warm war con l’ex amico Putin e di dare nuove carte da giocare alle centrali terroristiche.

L’Europa rischia di diventare il campo di battaglia del terrorismo internazionale: Russia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Svezia solo per citare i casi più eclatanti sono stati colpiti duramente in questi ultimi tre anni.
Per una volta dobbiamo riconoscere che gli apparati di intelligence e di sicurezza italiani si sono rivelati all’altezza di un compito estremamente difficile e delicato ed il nostro Paese, fortunatamente, non ha ancora dovuto conoscere l’orrore di stragi insensate.

 

 

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