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Pallonate! Giornata 28

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Diciamocelo è un campionato divertente come togliersi un’unghia incarnita. La Serie A 2016-2017 è un torneo di una modestia imbarazzante e fila via come un brutto thriller di cui conosciamo fin dai titoli di testa movente e colpevole.

La Juventus, al netto della rinnovata sudditanza psicologica della classe arbitrale, ha vinto da tempo il suo sesto scudetto consecutivo. La lotta per non retrocedere non c’è mai stata: Crotone, Palermo e Pescara hanno avuto il discutibile merito di abbassare la quota salvezza a livelli mai raggiunti dal nostro campionato, perlomeno da quando esistono i 3 punti.

La sfida per la Champions, a meno di clamorosi ed inaspettati crolli primaverili, è un affare tra Roma e Napoli.

All’interno di queste deprimenti coordinate non potevamo aspettarci niente di veramente piccante in questa 28 giornata che si chiuderà stasera con il posticipo Lazio-Torino. Eppure in programma c’erano due derby ed una classicissima del nostro calcio.

Il prologo di venerdi’ scorso tra Juventus e Milan al netto dell’indecente rigore concesso al 97mo del secondo tempo, più che una classica è sembrato il confronto tra una corazzata ed una provinciale che gioca per tentare di strappare un punticino salvezza. Quello che infatti non possiamo non sottolineare è che la Juventus ha dominato in lungo ed in largo, sprecando diverse palle goal, prima del solito regalino finale.

Altra partita che ha deluso le aspettative è stato il derby di Genova tra due squadre che hanno poco da dire in questo torneo, ha vinto nuovamente la Samp con una rete di Muriel, aggiudicandosi anche il secondo derby della stagione,  confermando lo sbandamento tecnico del Grifone a cui non ha giovato il cambio di allenatore e di modulo.

L’altro derby della giornata, quello emiliano, se lo aggiudica il Bologna, dopo una partita da sbadigli, interrompendo cosi un digiuno di vittorie di due mesi. Torna al goal anche Mattia Destro, bomber nostrano che sembra essersi smarrito, dopo aver fallito il salto di qualità con Roma e Milan.

Il Sassuolo di Di Francesco è la pallida controfigura di quello dell’anno scorso ed il Mapei Stadium è ormai terra di conquista per squadre grandi e piccole.

Napoli e Roma hanno liquidato con lo stesso punteggio 3 a 0 e con la stessa facilità le derelitte Crotone e Palermo, a cui certamente non ha portato alcun giovamento la (vera?) uscita di scena di Zamparini.

Spicca nel grigiore il roboante risultato dell’Inter che rifila sette reti ad un’Atalanta forse ubriaca di troppi elogi e convinta di poter competere alla parti con le squadre più forti del campionato. Se Gasperini non fa ritrovare immediatamente una dose importante di umiltà la Dea rischia di compromettere quanto di buono fatto finora.

Grandissima fatica della Fiorentina che al Franchi, per battere il Caglieri, deve attendere fino al 92mo ed un colpo di testa di Kalinic. Sento molte critiche, piuttosto ingiuste verso Sousa, ma con il materiale tecnico che si ritrova siamo sicuri che un altro allenatore farebbe molto meglio?

Se escludiamo Bernadeschi e Borja Valero, ed un gradino più sotto Kalinic ed il promettente Chiesa, il resto è fatto da onesti pedatori, da squadra di provincia e non da chi avrebbe ambizioni europee.

L’Empoli ne prende 4 dal Chievo e deve ringraziare l’inconsistenza della triade delle derelitte se riuscirà a confermarsi nella massima serie, nonostante la sfilza di risultati negativi mantiene infatti ancora sette punti di vantaggio sulla terz’ultima.

In classifica, detto della zona retrocessione, piccolo passo avanti dell’Inter che scavalca l’Atalanta e si colloca provvisoriamente al quarto posto, in attesa del posticipo dove la Lazio ha buone possibilità di liquidare l’incostante Torino e riscavalcare i nerazzurri.

 

 

 

 

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