Il derby del ’49

 

Campionato di calcio 1949-50, pochi mesi dopo la tragedia di Superga. Il Grande Torino, la squadra che aveva dominato negli ultimi 5 anni, non c’è più, annientata dal terribile schianto del 4 maggio 1949. Il Presidente del Torino Novo, scampato miracolosamente al disastro aereo, perché influenzato, tenta di ricostruire la squadra, ma rimpiazzare campioni come Valentino Mazzola, Bacigalupo, Gabetto, Menti, Ossola, Rigamonti è impossibile. Il Torino finirà il Campionato con un onorevole sesto posto.

Il torneo 49-50 apre la sfida tra le tre grandi che monopolizzeranno il calcio italiano per decenni: Juventus (che poi vincerà lo Scudetto), Inter e Milan.

Il 6 novembre 1949, si gioca la stracittadina tra Inter e Milan. Le due squadre milanesi durante il mercato si sono rafforzate, grazie anche all’apertura del mercato verso gli stranieri.

Il Milan aveva saccheggiato il mercato svedese acquistando Gren, Nordhal e Liedholm, il mitico Gre-No-Li, un terzetto d’attaccanti che uniscono tecnica e fisico.

L’Inter si affida invece all’estro di Wilkes, primo grande fuoriclasse del calcio olandese ed alle capacità realizzative dell’apolide Nyers ed alle doti di bomber di Amadei. In entrambe le formazioni la qualità degli attacchi è decisamente superiore a quello delle difese, ci si aspetta quindi un derby avvincente e certamente non destinato allo zero a zero.

E’ la decima giornata del girone d’andata, le due squadre separate da soli due punti in classifica, si incontrano agli ordini di uno dei migliori fischietti dell’epoca, l’arbitro romano Orlandini.
L’Inter non puo’ schierare il suo mediano più forte, Enzo Bearzot, perché infortunato e quindi è costretta a rimescolare una mediana che appare subito non all’altezza della forza d’urto del Milan.

Ecco gli schieramenti iniziali, Inter: Franzosi; Guaita, Miglioli; Campatelli, Giovannini, Achilli; Amadei, Wilkes, Lorenzi, Fiorini, Nyers.

Il Milan: Milanese; De Gregori, Foglia; Annovazzi, Tognon, Bonomi; Buriani, Gren, Nordhal, Liedholm, Candiani.

L’avvio della partita è drammatico per i nerazzurri, dopo nemmeno sei minuti Candiani, un’ala modesta tecnicamente, ma in serata di grazia, infila per due volte la porta difesa da Franzosi.

L’Inter sembra vicina al tracollo, come un pugile suonato che attende l’uppercut definitivo.

San Siro è diviso a metà: ribollente e pieno di entusiasmo la parte dei supporter milanisti, in preda allo sconforto e ammutolita quella dei tifosi nerazzurri. Sembra solo un’illusione la rete di Nyers, che al decimo minuto, con un tiro da lontano riduce le distanze. E in effetti è solo un fuoco di paglia, si scatena il trio delle meraviglie del Milan e tra il 14 e il 19 minuto, i rossoneri vanno a segno con Liedholm e Nordhal: 4 a 1, dopo neppure venti minuti di gioco. E qui avviene una delle situazioni più comuni della storia del calcio, il Milan pensa di aver già vinto, la tensione si allenta ed inizia a giochicchiare. Insomma stacca la spina.

E’ un errore che si rivelerà decisivo. L’Inter ha una difesa traballante ed una mediana modesta, ma l’attacco non è meno forte di quello dei cugini, oltre ai già citati Wilkes e Nyers, la Beneamata può contare su Benito Lorenzi, detto Veleno, ma soprattutto su Amadeo Amadei, soprannominato er core de Roma oppure il Fornaretto di Frascati. Amadei aveva militato nella Roma dal 1936 al 1948, protagonista assoluto del primo scudetto giallorosso del 1942, era passato all’Inter nell’estate del ‘49 per i problemi economici che affliggevano la Magica. Amadei era un cannoniere di razza, basti pensare che concluderà la sua carriera con 174 reti su 423 presenze complessive. Ed è Amedei che porta l’Inter sul 2 a 4, la rete del Fornaretto di Frascati pero’ non suona come un campanello d’allarme per il Milan che continua a giocare a ritmi blandi cercando di addormentare la partita, che invece si riapre completamente quando Orlandini fischia un rigore in favore dei nerazzurri per un fallo sullo stesso Amadei. Il penalty è trasformato da Nyers, si va sul 3 a 4 e la partita è clamorosamente riaperta. Il primo tempo si chiude qui, ma la sensazione è precisa e netta: il Milan sembra essere uscito psicologicamente dalla partita, il contraccolpo per un match che sembrava essere terminato al 20’ del primo tempo è troppo grande.

Il secondo tempo inizia con un Inter furente che dopo soli 5 minuti agguanta il pareggio con il solito Amadei: 4 a 4. Le proporzioni del risultato hanno già dell’incredibile e mancano ancora 40 minuti al termine dell’incontro.

Tutti i tatticismi, gli schemi ed i piani di gioco sono saltati. Le squadre sembrano giocare con il solo scopo di segnare un goal più dell’altra ma l’inerzia della partita adesso è tutta a favore dei nerazzurri.

Il sorpasso avviene al 15mo quando Veleno Lorenzi porta per la prima volta in vantaggio l’Inter: 5 a 4. Anche Lorenzi era un goleador di razza, gran parte della sua carriera la passerà con la Beneamata con la quale vincerà due scudetti nel 1953 e nel 1954 segnando 143 goal su 314 presenze.

Il Milan non ci sta. Attacca con la forza della disperazione e qui riemergono i limiti difensivi dei nerazzurri che sbandano clamorosamente. Su una lunghissima rimessa laterale di Liedholm, la difesa interista dorme in blocco, praticamente immobile, Gren prolungherà di testa il pallone verso Annovazzi che anticiperà la disperata uscita di Franzosi pareggiando i conti.

Ma il 19 minuto del secondo tempo è fatale ai rossoneri, lo scatenato Amadei raccoglie la respinta del palo su un tiro di Campetelli e segna la sua personale tripletta: 6 a 5!

Il punteggio non cambierà più nonostante che il Milan nei minuti finali coglierà un palo ed avrà un altro paio di occasioni per pareggiare il più incredibile, pirotecnico, prolifico derby della Madonnina.

Ancora oggi il derby del ‘49 è ricordato come la sfida Milan-Inter più spettacolare di sempre. Massimo Moratti, durante le celebrazioni del Centenario dell’Inter, ricorderà come giovanissimo avesse assistito a quell’irripetibile, straordinaria, pazza partita.

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