Uncategorized

I generi di Hollywood. L’Horror, le Origini

Pubblicato il

L’horror non sopporta, contrariamente al western o ai film di guerra, definizioni troppo precise. Il nucleo del genere scaturisce dalla letteratura, ed in particolare dai racconti gotici dei secoli XVIII e XIX e vive la sua golden age nei cicli produttivi della Universal, negli anni 30 e 40 del secolo scorso e della Hammer negli anni 50 e 60.

I tratti identificativi dell’horror si riconoscono subito: cripte e castelli, esseri demoniaci, ambientazioni lugubri, ma tanto più questi tratti si riducono e tanto più l’horror sembra uno strumento per altri processi creativi ed artistici che poco hanno a che fare con il film di genere.

Film come Dies Irae, 1943, di Dreyer o Il settimo sigillo, 1956, di Ingmar Bergman non possono essere certamente essere ascritti a film di genere, ma appare altresi’ impossibile espungere da queste pellicole le forti connotazioni horror.

L’espressione “horror film”, nell’accezione attuale, risale al 1931 troppo tardi per il Dracula di Todd Browing (1930) ma in tempo per Frankestein di James Whale (1931). Il pubblico che affollerà le sale per vedere queste pellicole non pensa di assistere alla produzione di un genere come per un film western o uno di guerra, ovvero con precise codifiche formali, stilistiche e narrative. D’altra parte produzioni come il King Kong della RKO (1933) sono al contempo ascrivibili ai film d’azione, di avventura, al fantastico ed ovviamente all’horror ingenerando quella indeterminatezza che costituirà i primi anni di vita di questo genere.

Dobbiamo infatti aspettare l’avvio di una produzione “ordinaria e codificata” per recintare un genere che però come la fantascienza si presterà sempre ad una difficile regimazione.

In questa prospettiva La Mummia, 1932 di Karl Freund puo’ rappresentare il primo film horror “puro”, i paradigmi del genere saranno poi precisati dai sequel di alcune pellicole come La moglie di Frankestein di James Whale, 1935 e Dracula Daughter’s del 1936.

In questi anni è la Universal che fissa i parametri narrativi e stilistici del genere e crea le prime due “star” indiscusse Bela Lugosi e Boris Karloff.

Tra le interpretazioni possiamo citare Dracula (1930) dove Lugosi interpreta il vampiro, La Mummia dove Boris Karloff è l’antico egizio che resuscita, Il dottor Miracolo (1932) con Bela Lugosi nella parte dello scienziato pazzo. Tra i due si scatena una vera e propria rivalità per affermarsi come attore “cult” del nascente genere.
Bela Lugosi nome d’arte di Béla Ferenc Dezső Blaskó (26/10/1882 – 6/8/1956) nasce a Lugos in Austria Ungheria, attore di teatro, dopo la prima guerra mondiale si trasferisce prima in Germania e poi negli Stati Uniti. Qui incontra il personaggio che segnerà indelebilmente la sua vita: il conte Dracula. Per molti anni porterà in scena l’archetipo di tutti i Vampiri finché nel 1931 la Universal lo scrittura per portare il personaggio sul grande schermo nell’omonimo film di Todd Browning. Il successo sarà strepitoso e superiore ad ogni aspettativa. Bela Lugosi avrebbe dovuto girare anche Frankestein di James Whale ma vi rinuncerà per dissapori artistici con la produzione lasciando libero cambo a quello che sarebbe poi divenuto il suo rivale per antonomasia: Boris Karloff. Le pellicole The Black Cat, 1934, Il figlio di Frankestein, 1939 e La iena, 1945 misero direttamente a confronto le due star in un duello che almeno per molti critici non ha avuto vincitori e vinti. Anche Karloff, nome d’arte di William Henry Pratt, nato a Londra ma naturalizzato canadese, non era americano ed anche lui proveniva dal teatro. Nel cinema fin dal 1918 la sua affermazione, come abbiamo già scritto è dovuta al film Frankestein di James Whale (1931), straordinario successo doppiato dalla terrificante interpretazione ne La Mummia, 1932. Nella vita Karloff era una persona gentile ed introversa con una grande passione per la letteratura dell’infanzia, al punto tale che partecipo’ ad un telequiz vincendo un discreto montepremi in sterline. Di lui non possiamo non menzionare la sua partecipazione ad uno dei tre episodi de I 3 volti della paura, 1962 di Mario Bava, uno degli indiscussi maestri del cinema horror italiano.

Sull’onda del successo di questi film altri studios americani si gettarono nella produzione di opere horror, talvolta prendendo a prestito la coppia Lugosi-Karloff, ma adattando questi progetti ai propri stilemi narrativi.

La Paramount propone sofisticati adattamenti di opere letterarie in grado di valorizzare le capacità interpretative degli attori come Il dottor Jekill di Robert Mamoulian, 1932 con una grande prova di Charles Laughton.

La MGM invece oscilla tra pellicole piu’ pulp ed il gusto surrealista di Irving Thalbert realizzando La maschera di Fu Manchu (1932), Freaks (1932), Amori folli (1935) e La bambola del Diavolo (1936). La Warner mescola scienza ed horror come nel Dottor X (1933) e L’ombra che cammina (1936) di Micheal Curtiz.

Una caratteristica lanciata dall’Universal ma ripresa da molti altri studios e la ricerca “definitiva” di opere già abbondantemente portate sul grande schermo, basti pensare che Il dottor Jekyll (1932), se comprendiamo il periodo muto, ha già avuto piu’ di dodici trasposizioni cinematografiche e quando Whale gira il suo Frankestein, dobbiamo contare altri tre precedenti.

Ad Hollywood il macabro è un elemento apprezzato ma che mai è diventato predominante nella realizzazione di un film fino all’avvento del genere horror e questo in parte spiega la presenza di elementi che prefigurano il nascente genere e che troviamo come spunti interessanti in pellicole come Il gabinetto del Dottor Caligari, 1919 o in Metropolis, 1937 di Fritz Lang.

Tra coloro che hanno influenzato la produzione hollywoodiana e gettato piu’ che delle suggestioni per la codifica del genere horror non possiamo non segnalare“l’espressionismo tedesco”.

Ci basti citare alcuni pietre miliari come Nosferatu, il vampiro – 1932 di Murnau, Il testamento del Dottor Mabuse, Il vaso di Pandora di Pabst, 1929 o M, Il mostro di Dusseldorff di Lang 1931.

In un prossimo post parleremo dell’età d’oro del cinema horror.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.