James Dean

 

Sono da poco passate le 17 del 30 settembre 1955 quando la Porsche 550 Spyder, guidata da James Dean, con a bordo il suo meccanico Rolf Wuterich, imbocca in direzione ovest la U.S. Route 466, ad est di Cholame (California).

Sono diretti a Salinas dove Dean parteciperà ad una gara automobilistica, una delle sue grandi passioni. Solo all’ultimo il giovane attore ha deciso di prendere la Porsche appositamente preparata per la gara, invece che viaggiare con la station wagon al seguito, vuole prendere maggiore familiarità con il bolide che guiderà in competizione.

Improvvisamente in direzione opposta appare una Ford Custom Tudor, bianca e nera, guidata dallo studente ventitreenne Donald Gene Turnupseed che invade la carreggiata di Dean.

L’impatto frontale è terrificante.  L’impatto ha portato alla rottura del collo di Dean, insieme a fratture multiple (braccia, mascella, gambe), e a vaste lesioni interne. Alle ore 17.59 veniva dichiarato morto all’ospedale Paso Robles dove probabilmente arriva già cadavere. Turnupseed, il giovane e sconsiderato studente, sopravviverà altri 40 anni al terribile incidente.

Moriva cosi a soli 24 anni il primo mito giovanile, l’idolo dei teen agers americani. Già subito dopo la morte, circolano le più strampalate ed improbabili storie sulla sorte di James Dean, tutte lo vogliono comunque vivo, magari sfigurato o rinchiuso in un manicomio.

James Dean, nasce a Marion, nello Stato dell’Indiana da una famiglia di agricoltori quaccheri, all’età di nove anni la madre affetta da tumore all’utero, gli muore praticamente tra le braccia.

Il padre lo manda a vivere con i parenti a Fairmont in Indiana. James, detto Jimmy, è un ragazzo singolare, introverso e brillante allo stesso tempo. A scuola spesso declama versi di Shakespeare e di Byron ai suoi compagni. Soggetto a violenti sbalzi di umore, un giorno che un professore interrompe bruscamente una di queste “interpretazioni” reagisce pestandolo a sangue, viene ovviamente espulso e dovrà cambiare scuola per diplomarsi.

Nel 1949 si trasferisce a Los Angeles con il padre e la matrigna e li si iscrive all’University of California al corso di studio di discipline teatrali. In questo periodo si innamora per la prima volta di una simpatica ragazza Beverly Willis. La cosa però durerà poco, lei lo lascia, spaventata dagli ormai tristemente proverbiali sbalzi d’umore di Dean.

Su suggerimento di alcuni amici, Jimmy si trasferisce a New York con l’obbiettivo di diventare attore di teatro. Grazie alle referenze dell’insegnante di recitazione di Los Angeles riesce ad entrare nel mitico Actors Studio di Lee Strasberg e qui c’è la svolta della sua carriera, fino a quel momento costellata di piccole ed insignificanti comparsate.

Lo nota Elia Kazan, il grande regista, che insieme a Lee Strasberg è l’anima dell’Actors Studio e gli offre la parte di Carl Trask in La Valle dell’Eden. E’ il 1955. Il successo è clamoroso.

Il film è un drammatico scontro intergenerazionale tra Trask e suo padre. Dean lascia il segno con una serie di improvvisazioni, che rompono la sceneggiatura, e che Kazan lascerà nel film per la loro forte carica emotiva e la spontaneità nella recitazione. Con questo film James Dean riceverà una nomination al Premio Oscar per il ruolo di miglior attore protagonista (la prima nomination postuma nella storia dell’Academy Award.

E’ in questo periodo che Dean vive la sua relazione più famosa e contrastata. Si innamora di una giovane attrice italiana Anna Maria Pietrangeli che conosce sul set de Il calice d’argento un film della Warner che viene girato nei pressi del set del La valle dell’Eden. La loro relazione è breve quanto tumultuosa e dura lo spazio dell’estate del 1955, a novembre la Pietrangeli sposa il cantante italo-americano Vic Damone. Si dice che James Dean interamente vestito di nero, compreso il casco, abbia aspettato fuori dalla chiesa, sul ciglio della strada in sella alla sua motocicletta, la fine della funzione e quando gli sposi sotto la pioggia di riso escono, lui sgassa furiosamente e si allontana con una temeraria quanto teatrale impennata. Successivamente Dean entrò in uno stato depressivo che lo portò a bere molto e a correre in motocicletta e in auto; da qui il preludio alla sua tragica fine.

James Dean girerà solo tre film in due anni, dopo La valle dell’Eden, segue Gioventù Bruciata che lancerà definitivamente Jimmy nell’ìmmaginario collettivo occidentale come il “ribelle” per antonomasia. E qui che Dean mette a punto la sua celebre andatura: mani in tasta, camminata ciondolante, sguardo spesso imbronciato.

Con questi due film Dean diviene l’icona del cinema giovanile pre-68. Questo in parte è dovuto alla straordinaria sintonia tra la sua vita privata ed i ruoli che ha interpretato. Aspirazioni, sofferenza, solitudine, voglia di ribellarsi sono lo specchio di una condizione giovanile diffusa ancorchè sommersa, che Dean non interpreta ma vive.

Nel 1956 il suo terzo ed ultimo film Il Gigante, le cui riprese termineranno il 22 settembre, esattamente una settimana prima che il terribile schianto facesse morire un ragazzo troppo giovane e nascere un mito indelebile.

 

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