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Guarda che luna…

Quattro miliardi di anni fa, la Terra, giovane pianeta di poco più di 500.000 anni di vita, viene colpita da un pianeta vagante della grandezza più o meno di Marte.

La catastrofica collisione scaglia immensi detriti nello spazio circostante e sarà la forza di gravità terrestre a “compattarli” progressivamente dando vita all’unico satellite naturale del nostro pianeta.

Da allora, distante circa 380.000 km dalla Terra, la Luna sarà fonte di ispirazione per poeti, filosofi, astronomi.

Il nostro satellite è una brulla distesa, costellata di crateri, tracce inequivocabili delle innumerevoli collisioni con altri corpi celesti, privo di atmosfera, il vuoto cosmico sulla Luna comincia a circa un millimetro dalla superficie.

Ma non facciamoci ingannare dall’aspetto desolato del nostro satellite e dall’assenza di tracce organiche, la Luna influenza la vita di molte specie sulla Terra, regolandone il ciclo riproduttivo, agisce sulle maree e sulla stabilità dell’asse terrestre. Inoltre vivendo in un era cosmologica nella quale nel nostro sistema e comunque nelle vicinanze della nostra galassia non ci sono piu’ pianeti vaganti, la Luna ci fa ancora da scudo contro le micro collissioni di molti corpi celesti.

La Luna ha da sempre ispirato poeti e filosofi, fin dal secondo secondo secolo d.c. quando lo scrittore greco Luciano di Samosata immagina un viaggio verso la Luna a bordo di una nave. Dante nel secondo canto del Paradiso ne parla a lungo quasi con i toni di un saggio scientifico. E poi per rimanere soltanto ai “grandi italiani” Petrarca, Leopardi, Ungaretti e molti altri.

La corsa alla sua conquista inizia verso la fine degli Cinquanta con il programma sovietico Luna, il 7 ottobre del 1959 Luna 2 sarà la prima sonda a fotografare la faccia nascosta della Luna. Dobbiamo aspettare il Programma Apollo per vedere l’esplorazione diretta di esseri umani sulla superficie lunare. Il 20 luglio 1969, Apollo 11, porta il primo essere umano, Neil Armstrong,  a calpestare il suolo della Luna. L’ultimo uomo a calcare il suolo lunare sarà invece il 14 dicembre 1972, lo statunitense Eugene Ceman.

La corsa allo spazio è vinta dagli Stati Uniti d’America, ma paradossalmente questo successo coincide con un calo di interesse nell’esplorazione lunare, che durerà per svariati decenni. Vengono cosi archiviati anche quei progetti che prevedevano la costruzione di una base lunare permanente.

Solo recentemente si nota un concreto ritorno d’interesse verso l’esplorazione del nostro satellite.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) caldeggia l’obiettivo di costruire una base permanente lunare come avamposto scientifico e per quel poco che si conosce del programma spaziale cinese, pare evidente l’interesse che il gigante asiatico ha per la Luna.

Anche la Nasa che nel 2017 dovrebbe ricevere il finanziamento governativo più consistente degli ultimi sei anni, 19,5 miliardi di dollari, torna a volgere lo sguardo sulla “pallida luna”.  Stavolta non per scelta propria ma per indicazione del Senato statunitense che in cambio del generoso finanziamento chiede l’abbandono del programma Asteroid Redirect Mission e l’impegno a puntare nuovamente sulla Luna, per costruire una base e sperimentare in modo piu’ efficace le condizioni di sopravvivenza umana nello spazio, con il fine ultimo di colonizzare Marte, forse la nostra nuova casa.

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