• 10 Aprile 2021 23:02

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

Nella piana di Giza, un altopiano che misura approssimativamente 1500 metri in direzione nord-sud e 2000 metri in direzione est-ovest segnando l’inizio del Deserto Occidentale egiziano, campeggiano, imponenti tre piramidi. La più antica e grande del terzetto è la piramide di Cheope, anche chiamata  Grande Piramide di Giza o Piramide di Khufu.

L’unica meraviglia del mondo dell’antichità

Questo imponente mausoleo funerario è anche la più antica delle “Sette meraviglie del mondo” dell’antichità nonché l’unica arrivata ai giorni nostri non in condizioni di generale rovina. Questo straordinario monumento richiese oltre venti anni per la sua edificazione e decine di migliaia di artigiani ed operai. L’architetto che sovrintese a questa opera ciclopica fu Hemiunu per conto del faraone Cheope, regnante della IV dinastia intorno al 2560 a.e.v.

Hemiunu

Hemiunu era figlio del principe Nefermaat e della sua consorte Itet; Nefermaat e Cheope erano entrambi figli avuti dal faraone Snefru, ma da due mogli diverse. Hemiunu era quindi nipote di Cheope, e sotto il suo regno era il “Visir”, cioè il più alto dignitario, responsabile dei lavori reali. A lui si attribuisce la prima fase della costruzione della Grande Piramide di Giza.

Un’opera titanica

Che si tratti di un’opera titanica lo dimostrano le cifre. Per costruire il gigantesco sepolcro regale alto 146 metri e larga 230 metri (la cui base è un quadrato praticamente perfetto) occorsero circa 2,3 milioni di blocchi di pietra, ognuno dei quali pesava circa 2,5 tonnellate.

Gli egittologi hanno stimato che ogni blocco veniva piazzato in qualunque posizione ed altezza, ogni 3 minuti, giorno e notte, per oltre 20 anni. I lati della piramide di Cheope erano inoltre perfettamente allineati ai punti cardinali del nostro pianeta. Secondo alcuni studiosi il minuscolo errore nelle misurazioni odierne è dovuto allo spostamento che l’asse della Terra ha subito negli ultimi quattromila anni.

Nella Grande Piramide sono state scoperte tre camere: la più bassa, detta camera ipogea, si trova sottoterra, scolpita nella viva roccia su cui la piramide è stata costruita e appare incompiuta; più in alto si trovano, nell’ordine, la cosiddetta camera della Regina e ancora più in alto la cosiddetta camera del Re.

La straordinarietà di questa costruzione, se comparata alle modeste tecnologie dell’epoca, hanno fatto proliferare numerose teorie fantascientifiche, la più nota delle quali sostiene che dietro questo miracolo architettonico c’è lo zampino di una civiltà aliena extraterrestre.

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Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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