• 16 Aprile 2021 22:34

SCIENZA & DINTORNI

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Juno rivela le oscure origini di uno dei più grandi spettacoli di luci di Giove

Juno è riuscito a rivelare le origini, che fino adesso erano rimaste oscure, di uno dei più grandi spettacoli di luci di Giove. Le immagini raccolte dalla sonda Juno mostrano le aurore ultraviolette che avvengono sul pianeta. Il gigante gassoso presenta un diametro 10 volte più grande di quello della Terra, nonostante ciò entrambi i pianeti possiedono un’aurora notevolmente simile.

Juno e le origini degli spettacoli di luci su Giove

La missione Juno della NASA, attraverso lo strumento spettrografo ultravioletto, ha raccolto nuove informazioni, che hanno rilevato, per la prima volta, la formazione delle tempeste aurorali. Giove durante l’alba ha mostrato le sue spettacolari aurore.

Le immense aurore si verificano su entrambi i poli gioviani. Questi eventi, precedentemente, erano stati monitorati solamente dagli osservatori terrestri e in orbita terrestre, e in particolar modo, dal telescopio spaziale Hubble della NASA. I risultati ottenuti dallo studio sono stati pubblicati sulla rivista AGU Advances.

Le tempeste di Giove, sono state individuate per la prima volta dalla Faint Object Camera, di Hubble nel 1994. Questi eventi consistono in uno schiarimento che via via si allarga in breve tempo. Le osservazioni precedenti dell’aurora ultravioletta gioviana, erano state osservate solo lateralmente, celando così tutto ciò che accadeva sul lato notturno del pianeta.

Bertrand Bonfond, ricercatore dell’Università di Liegi in Belgio e autore principale dello studio, ha spiegato che: “Osservare l’aurora di Giove dalla Terra non ti permette di vedere il lato notturno dei poli di Giove. Le esplorazioni di altri veicoli spaziali, come Voyager, Galileo e Cassini, sono avvenute da distanze relativamente grandi. Per questo non hanno sorvolato i poli, e di conseguenza non hanno potuto vedere il quadro completo”.

Il ricercatore continua dichiarando che: “Ecco per quale motivo i dati di Juno sono un vero punto di svolta. I dati raccolti ci permettono di comprendere meglio cosa stia succedendo sul lato notturno, luogo in cui nascono le tempeste durante l’alba”.

Juno e le origini delle luci di Giove. Le tempeste del gigante gassoso

I ricercatori sono riusciti a scoprire che le tempeste che avvengono all’alba nascono sul lato notturno del gigante gassoso. Infatti, mentre Giove ruota, la tempesta ruota con esso dirigendosi verso il lato diurno. Ed è qui che le aurore diventano molto più intense e luminose, arrivando ad emettere migliaia di gigawatt di luce ultravioletta nello spazio.

L’aumento di luminosità presuppone che le tempeste stanno emanando almeno 10 volte più energia nell’atmosfera superiore di Giove rispetto alla tipica aurora.

Zhonghua Yao, coautore dello studio presso l‘Università di Liegi, spiega che: “Quando abbiamo esaminato l’intera sequenza della tempesta, non abbiamo potuto fare a meno di notare che sono molto simili ad un tipo di aurore terrestri chiamate substorms”.

Le substorms sono create da dei brevi disturbi all’interno della magnetosfera terrestre, una regione dello spazio controllata dal campo magnetico del pianeta. Queste aurore sono in grado di rilasciare dell’energia nella ionosfera del pianeta.

I ricercatori hanno notato anche una grande somiglianza tra le sottotempeste terrestri e quelle gioviane, un fatto sorprendente vista la differenza delle magnetosfere di Giove e della Terra.

La magnetosfera terrestre e gioviana

La magnetosfera sulla Terra viene principalmente controllata dall’interazione del vento solare, ossia quel flusso di particelle cariche che scorre dal Sole, con il campo magnetico terrestre.

Per quanto riguarda Giove invece la sua magnetosfera è per lo più caratterizzata dalle particelle che escono dalla luna vulcanica Io. Queste particelle subiscono prima una ionizzazione e poi successivamente vengono trattenute attorno al gigante gassoso a causa della presenza del suo campo magnetico.

Juno e le rivelazioni sorprendenti delle tempeste gioviane

Le nuove informazioni raccolte consentiranno ai ricercatori di analizzare ulteriormente tutte le differenze e le somiglianze che guidano la formazione dell’aurora. I ricercatori in questo modo potranno fornire una migliore comprensione di come questi fenomeni planetari così affascinanti si riescono a formare sugli altri pianeti, sia all’interno del nostro sistema solare che oltre.

Scott Bolton, ricercatore principale di Juno del Southwest Research Institute di San Antonio, ha spiegato che: “La forza che possiede Giove è sorprendente. L’energia emanata nelle sue aurore è ancora un altro esempio di quanto sia potente questo pianeta gigante”.

Scott Bolton, conclude affermando che: “La missione Juno ha fornito delle rivelazioni sorprendenti delle tempeste che avvengono all’alba su Giove. Questa missione riesce costantemente a riscrivere il libro sul funzionamento del pianeta gigante. Recentemente è stato deciso di estendere la missione della NASA. Non vediamo l’ora di ricevere altre nuove sorprendenti intuizioni e scoperte”.

Le immagini del video sono state ottenute attraverso i dati raccolti dallo strumento Ultraviolet Spectrograph a bordo della navicella spaziale Juno della NASA.

Fonte:

https://www.nasa.gov/feature/jpl/nasa-s-juno-reveals-dark-origins-of-one-of-jupiter-s-grand-light-shows

Video:

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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