• 10 Aprile 2021 16:55

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

Individuato un buco nero supermassiccio in movimento. Questi oggetti, generalmente, sono situati al centro delle galassie, e attraggono a se tutto ciò che li circonda. Gli astronomi però stavolta ne hanno individuato uno molto insolito, che si muove nella sua galassia.

Gli astronomi, fino ad ora, non hanno mai trovato delle prove per poter confermare l’ipotesi che i buchi neri supermassicci fossero oggetti in movimento.

Buco nero supermassiccio

Dominic Pesce, astronomo presso The Center for Astrophysics, Harvard & Smithsonian, ha collaborato con altri scienziati, per riuscire ad osservare 10 galassie e il buco nero supermassiccio al centro di ogni sistema negli ultimi cinque anni.

Il Center for Astrophysics è un progetto di ricerca in collaborazione tra l’Harvard College Observatory e lo Smithsonian Astrophysical Observatory.

Dominic Pesce, autore principale dello studio, ha dichiarato che: “Non ci aspettiamo che la maggior parte dei buchi neri supermassicci si muovano. Questa loro condizione è causata soprattutto dalla loro massa molto pesante”.

Gli astronomi hanno messo a confronto le velocità di entrambe le galassie e dei buchi neri supermassicci durante lo svolgimento della ricerca, così da avere maggiori informazioni.

Dominic Pesce, spiega che: “Ci aspettiamo che abbiano la stessa velocità. Se non fosse così, allora significa che il buco nero è stato disturbato”.

Buco nero supermassiccio: la ricerca

Gli astronomi si sono focalizzati sui buchi neri supermassicci, che presentavano all’interno dei loro dischi di accrescimento l’acqua come componente. Quest’ultima quando si trova in orbita intorno al buco nero, crea una firma di luce radio, nota con il nome di maser, una specie di laser.

Ed è proprio grazie a questo segnale che gli astronomi, attraverso una rete di antenne radio, sono riusciti a misurare qual è la velocità del buco nero. Gli astronomi hanno così notato che mentre nove dei buchi neri supermassicci erano stazionari, uno invece sembrava essere in movimento.

Il buco nero individuato si trova a 230 milioni di anni luce dalla Terra. L’oggetto è situato al centro di una galassia nota come J0437 + 2456. Il buco nero osservato presenta una massa molto pesante, circa 3 milioni di volte quella del Sole.

Possibile presenza di due buchi neri

Il team di ricerca ha utilizzato le osservazioni di follow-up dell‘Osservatorio di Arecibo, situato a Porto Rico, prima del suo crollo, e dell’Osservatorio Gemini alle Hawaii per osservare l’oggetto. Gli astronomi, grazie a questi strumenti, sono riusciti a determinare che il buco nero supermassiccio si sta effettivamente muovendo a circa 177.000 chilometri all’ora all’interno della propria galassia.

Gli astronomi al momento non sono ancora certi sul perché il buco nero si stia muovendo. Nonostante ciò si stanno concentrando su un ipotesi.

Jim Condon, un radioastronomo presso il National Radio Astronomy Observatory in Virginia, in una dichiarazione a tal proposito ha detto che: Una prima ipotesi potrebbe essere che stiamo osservando le conseguenze della fusione di due buchi neri supermassicci. Questa condizione potrebbe causare uno spostamento del buco nero appena nato”.

Gli astronomi, nonostante questa loro ipotesi, hanno avuto molte difficoltà ad identificare chiari esempi di buchi neri supermassicci binari. Forse quello che si sta osservano all’interno della galassia sono due buchi neri, di cui uno però non si riesce ad osservare le sue frequenze, a causa della sua mancanza di emissione di maser.

Gli astronomi ritengono che, grazie ad ulteriori ricerche, si potrà svelare il mistero di questo insolito buco nero supermassiccio.

L’eredità di Arecibo

La ricerca sui buchi neri supermassicci qui illustrata è solamente uno dei tantissimi studi che si sono basati sulle osservazioni di follow-up dell’Osservatorio di Arecibo. La piattaforma, un telescopio di 305 metri tra i più potenti al mondo, è purtroppo crollata a dicembre dello scorso anno.

La National Science Foundation, aveva annunciato poche settimane prima del crollo che il telescopio sarebbe stato smantellato e smontato attraverso una demolizione controllata, a causa di danni irreparabili che la struttura aveva subito.

La NSF ha già emanato un rapporto sullo smantellamento dell’osservatorio, in cui si evidenziano i potenziali piani futuri per il sito. Infatti, secondo la NSF, l’osservatorio continuerà a supportare la ricerca scientifica.

Fonte:

https://edition.cnn.com/2021/03/15/world/wandering-supermassive-black-hole-scn-trnd/index.html?fbclid=IwAR2MZLHjLNfAmGY5LOAOy7ep3PtX27IuKS19RfxBF1rksucTzJZvmvu_sWA

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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