• 10 Aprile 2021 23:07

SCIENZA & DINTORNI

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ESA: in programma l’esplorazione delle grotte lunari

La programmazione della missione, che vede come obiettivo l’esplorazione delle grotte lunari, ha avuto inizio nel 2019. È da qui che è cominciata l’ideazione della missione per carpire tutti i segreti dei sotterranei della Luna.

Per la missione, che prevede come tappe quelle di rilevare, mappare ed esplorare le grotte lunari, sono state scelte cinque idee. Ognuna di esse aveva come scopo quello di analizzare, in modo molto dettagliato, una diversa fase della potenziale missione.

La Sysnova, attraverso gli studi scelti, ha sviluppato tre scenari differenti. Il primo per seguire un’esplorazione preliminare di fosse di ingresso e grotte sotterranee dalla superficie della Luna. Il secondo per portare all’interno della grotta lunare una sonda, esplorandone così la parte iniziale. Il terzo invece per far arrivare un rover del tutto autonomo per riuscire ad esplorare la grotta.

Loredana Bessone, Technical Officer per gli studi e Project Manager per ESA CAVES e PANGEA, subito dopo aver presentato i risultati degli studi, ha spiegato che: “Nonostante gli studi presentati fossero tutti molto diversi tra di loro, sia nell’argomento che nell’approccio, tutti sono riusciti a fornire una visione approfondita delle potenziali tecnologie per l’esplorazione e lo studio della geologia del sottosuolo della Luna”.

La ricercatrice continua spiegando che: “È stato un viaggio molto affascinante e una grandissima opportunità per l’ESA, quella di iniziare a esaminare le missioni per esplorare le grotte lunari”.

Il programma dell’esplorazione delle grotte lunari

Il team, oltre al suo programma, ha inserito anche altri due studi. Il primo è quello dell’Università di Würzburg, mentre il secondo è quello dell’Università di Oviedo. Il team, in questo modo, potrà dare il massimo ritorno scientifico della ricerca.

Gli studi selezionati, che rientrano nello ricerca dell‘ESA, denominata Concurrent Design Facility (CDF), si focalizzano sul secondo scenario della missione. Le tecnologie che sono state sviluppate dal team permetterebbero un’esplorazione e una documentazione in tutta sicurezza nella grotta lunare. Inoltre, fornirebbero un primo sguardo all’interno del tunnel lunare.

Lo studio CDF questa settimana sta integrando i risultati delle ricerche condotte da queste due squadre, insieme ai piani per le iniziative European Large Logistics Lander (EL3) e Moonlight dell’ESA. Quindi, mentre EL3 sarà un lander ideato per permettere una serie di missioni ESA sulla Luna, il Moonlight mirerà a fornire delle capacità di navigazione e di telecomunicazioni per l’esplorazione lunare.

Lo studio dell’Università di Würzburg

L’Università di Würzburg ha già analizzato attentamente l’idea di calare una sonda attraverso un cavo, per riuscire ad esplorare e caratterizzare l’ingresso, i muri e la parte iniziale delle grotte di lava lunare. Il team infatti ritiene che queste enormi caverne sotterranee, si siano formate attraverso flussi di lava miliardi di anni fa.

La sonda sferica, denominata Daedalus, verrebbe dotata di un lidar 3D, ossia una visione con telecamera stereo. Inoltre, possederà anche la capacità di muoversi in modo del tutto indipendente. La sonda, che sarà in grado di creare un modello 3D, avrà come incarico quello di identificare le risorse geologiche e cercare luoghi con livelli di radiazione e temperatura stabili.

Il team ritiene che queste informazioni possano creare le basi per la costruzione di un insediamento umano sulla Luna.

Lo studio dell’Università di Oviedo

L’Università di Oviedo ha invece come compito quello di indagare il dispiegamento di uno sciame di piccoli robot all’interno della grotta. L’obiettivo sarà quello di riuscire a risolvere il problema della mancanza di luce solare, e di conseguenza di energia solare, all’interno della grotta. Inoltre, dovranno riuscire a trasmettere i dati dai robot ad un rover presente sulla superficie lunare.

Il team come soluzione sta progettando una gru in grado di calare i robot all’interno della grotta. Il rover che verrà dotato di un pannello solare, attraverso la gru, fornirà energia ai robot. La ricarica avverrebbe in modalità wireless. Inoltre, la presenza della gru consentirebbe anche la possibilità di trasmettere e ricevere i dati raccolti.

La durata dell’esplorazione delle grotte lunari

La missione dello studio CDF avrà come durata un giorno lunare, ossia 14 giorni terrestri, e comincerà con il dispiegamento dell’EL3.

Francesco Sauro, scienziato delle caverne ed esperto di tubi di lava planetari, nonché direttore del corso tecnico di ESA CAVES e PANGEA, spiega che: “Lo studio CDF esaminerà in maniera dettagliata, quale sarà il fabbisogno energetico della missione, il percorso che potrebbe essere preso dal sito di atterraggio e i budget di energia e dati per scendere e mappare le grotte lunari”.

Lo scienziato continua spiegando che: “La missione avrà come obiettivo quello di analizzare anche le interfacce tra il rover e la gru robotica. Lo stesso compito lo avranno anche la gru e la sonda Daedalus”.

Nonostante la Luna sia stata ben documentata dai veicoli spaziali orbitali, esiste ancora un mondo sotterraneo nascosto che ad oggi è ancora un mistero. Le grotte lunari potrebbero in futuro fornire un ottimo riparo, un possibile accesso all’acqua e molte altre risorse. Questi aspetti sono di vitale importanza per la futura esplorazione umana e robotica della Luna.

Lo studio della Sysnova, in collaborazione con lo studio del CDF, sta progettando un’importante passo in avanti verso il raggiungimento di questa missione lunare.

Il link del video che riproduce l’esplorazione della grotta lunare

https://www.esa.int/Enabling_Support/Preparing_for_the_Future/Discovery_and_Preparation/ESA_plans_mission_to_explore_lunar_caves?fbclid=IwAR0WQZKt5Kr_CzgJPBzVJmhZNbGQKTxByW36gp3aRCcLzGMbwKcEnLz1PUo

Fonte:

https://www.esa.int/Enabling_Support/Preparing_for_the_Future/Discovery_and_Preparation/ESA_plans_mission_to_explore_lunar_caves?fbclid=IwAR3G08ZoVqAUHo19hvOQw5G06CgTQdUjoFVCjNJ80Fp3kaUi_13okbNlLpg

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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