• 10 Aprile 2021 22:44

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

L’impatto di una meteora, grande come un suv, nel deserto del Namib ha creato un enorme cratere. Quest’ultimo è situato nel Tsau Khaeb National Park, noto anche come Sperrgebiet, un’area mineraria di diamanti nel deserto del Namib.

Il deserto del Namib

Il deserto del Namib, è considerato come uno dei più antichi in tutto il mondo. Situato nella parte costiera della Namibia occidentale, il suo territorio è principalmente racchiuso in aree naturali protette.

L’impatto del meteorite

Questo luogo porta con se una cicatrice vecchia ben 5 milioni di anni. L’impatto del meteorite, avvenuto milioni di anni fa, ha creato l’enorme cratere denominato Roter Kamm, che significa letteralmente “pettine rosso” o “cresta rossa” in tedesco.

Con il passare del tempo il cratere è stato ricoperto da tonnellate di sabbia rossa, che è stata trasportata dal vento. Nonostante ciò, non si sono celati i suoi contorni che sono ben visibili persino dallo spazio.

Le immagini presenti nell’articolo sono state riprese dagli astronauti presenti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, mentre si trovava sopra al deserto del Namib. Ed è proprio da questa altitudine che è possibile vedere chiaramente la sua dimensione.

Il cratere presenta una grandezza di 2,5 chilometri di diametro e ha una profondità di 130 metri. I geologi hanno considerato che i depositi di sabbia, che si sono accumulati con il tempo, sono spessi almeno 100 metri.

Il materiale che il meteorite ha incontrato con l’impatto è costituito da uno strato di gneiss granitico, ricoperto da alcune rocce sedimentarie più giovani. Purtroppo, del meteorite non è stato rinvenuto alcun frammento, segno evidente che l’oggetto è completamente evaporato al momento dell’impatto.

La fotografia è stata effettuata dall’astronauta ISS062-E-103112 ed è stata acquisita il 20 marzo 2020 con una fotocamera digitale Nikon D5, attraverso un obiettivo da 200 millimetri. L’immagine è stata poi ritagliata e migliorata per poter ottimizzare il contrasto. Inoltre, sono stati anche rimossi gli artefatti dell’obiettivo. Queste immagini della Terra riprese dalla ISS sono un materiale di grande valore per gli scienziati e gli appassionati.

La NASA

La NASA, ha spiegato che: “In milioni di anni, molti meteoroidi comete e asteroidi sono passati attraverso l’atmosfera terrestre, lasciando così delle cicatrici sul pianeta sotto forma di crateri da impatto”.

Gli esperti ritengono che più di 100 tonnellate di materiale proveniente da oggetti vicini alla Terra, come particelle e frammenti di roccia di asteroidi e comete che presentano varie dimensioni, dalla polvere a un metro di diametro, hanno bombardano quotidianamente il nostro pianeta.

Questi oggetti cosmici, il più delle volte, si disintegrano con il contatto con l’atmosfera terrestre, trasformandosi in stelle cadenti quando passano nella mesosfera molto prima di raggiungere il suolo.

I ricercatori ritengono che la possibilità che sulla Terra arrivi un meteorite, capace di causare danni significativi sulla superficie, avvenga molto meno spesso di quanto si creda. Infatti, la stima effettuata di un possibile impatto è di circa una volta ogni 2000 anni.

Uno degli ultimi impatti più dannosi avvenuto con un asteroide nella storia recente è l’evento di Tunguska, che ha avuto luogo il 30 giugno 1908 in Siberia. Questo giorno è stato scelto come data per la Giornata mondiale degli asteroidi, una ricorrenza approvata dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sugli asteroidi e su cosa si può fare per proteggere la Terra da possibili impatti.

La NASA, conclude spiegando che: “Gli oggetti cosmici in grado di creare eventi catastrofici, come l’estinzione di massa del Cretaceo-Terziario, accadono una volta ogni pochi milioni di anni”.

L’ESA

L’ESA, negli ultimi due decenni, ha rilevato e analizzato gli asteroidi che potrebbero, a causa delle loro orbite, passare vicino alla Terra. Gli oggetti,, che sono stati denominati NEO, che presentano una dimensione maggiore di 10 metri sono circa 4000000. La grandezza considerata è quella minima che potrebbe creare danni al suolo durante un impatto.

L‘ESA sta anche sviluppando la missione Hera, che avrà come obiettivo quello di testare l’efficacia della deflessione degli asteroidi. La missione si dirige verso il sistema binario Didymos, che sarà presto influenzato dal DART, della NASA. Queste missioni hanno come scopo quello di testare l’efficacia di una deviazione di un asteroide in rotta di collisione verso la Terra.

Fonte:

https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Images/2020/06/Roter_Kamm_impact_crater

https://earthobservatory.nasa.gov/images/147921/the-red-comb

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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