• Lun. Mar 1st, 2021

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

Elbrus: un drammatico futuro distopico. Dallo spazio profondo una possibile salvezza….

Eccola l’arroganza dell’uomo che erode gli equilibri che la natura ha costruito in milioni di anni, a opinione di molti l’ennesimo sopruso, un abominio di leghe di metallo.

Cosa hanno in comune uno studioso di antropologia molecolare ed un laureato in economia? La risposta è semplice: una comune passione, mutuata fin da giovanissimi, per la fantascienza. Marco Capocasa, l’antropologo, autore di decine di articoli scientifici su riviste internazionali e di due saggi divulgativi sul DNA e Giuseppe Di Clemente, l’economista, autore del romanzo di fantascienza “Oltre il domani“, hanno messo in comune la loro passione, scrivendo a quattro mani “Elbrus“, 313 pagine, Armando Curcio Editore, costo 15,20 euro nella versione cartacea.

Il romanzo come nella migliore tradizione della letteratura fantascientifica è un pretesto per affrontare i temi più scottanti con i quali da tempo si confronta l’intera umanità: i cambiamenti climatici, la sovrappopolazione, i flussi migratori incontrollati. La storia si svolge nel 2113 in una terra distopica dove tutti questi problemi, acuiti dall’incapacità dell’uomo di affrontarli con la necessaria tempestività e fermezza, hanno portato a grandi sconvolgimenti geopolitici.

L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.

Il romanzo non soltanto si fa leggere volentieri ma ha il pregio, come nella migliore produzione sci-fy, di indulgere il lettore a riflessioni tutt’altro che banali, oltre a dipingere uno scenario estremamente realistico e che aspetta l’umanità tutta forse ben prima di quell’anno 2123 nel quale comincia la nostra storia.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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