• Gio. Feb 25th, 2021

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

E’ difficile capire perché spesso scrittori di talento abbiano sentito la necessità di attribuire le loro opere ad altri autori, molto spesso inventati di sana pianta. Gli esempi sono numerosissimi ed impossibili da citare tutti. Nel 1760 esce in forma anonima una raccolta di antichi canti gaelici attribuiti ad un leggendario bardo  chiamato Ossian, subito ridefinito come “l’Omero del Nord“.

La figura di Ossian si basa su Oisín, figlio del guerriero Finn Mac Cumhaill e della poetessa Sadhbh. I primi cenni a Ossian si trovano negli scritti di Giraldo Cambrense, del XII secolo. I Canti di Ossian pubblicati nel 1760 erano in realtà un abilissimo falso letterario, l’opera era stata composta da un poeta scozzese James MacPherson (1736-1796).

MacPherson finse di aver tradotto fedelmente le originali poesie di Ossian, mentre in realtà si basò su dei frammenti e inventò la quasi totalità dei “canti”. Il successo delle sue presunte traduzioni, nondimeno, fu straordinario. La prosa potente, il riferimento a una natura selvaggia, ne fanno un’opera preromantica che influenzò profondamente il movimento Sturm und Drang e poeti del calibro di Goethe e Foscolo.

Molto più recentemente, a cavallo del terzo millennio, la letteratura registra l’incredibile caso di J.T. Leroy. Secondo fonti rilasciate dalla sua casa editrice Jeremiah “J.T.” Leroy nasce il giorno di Halloween del 1980 in un piccolo paese della Virginia Occidentale. Tra il 1999 ed il 2005 diventa una vera e propria star mondiale della letteratura, grazie ad una serie di best sellers che spopolano in tutto il mondo: Sarah, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa e La fine di Harold, in cui con forti accenni autobiografici racconta la sua gioventù tra violenze e prostituzione.

J.T. Leroy è un giovane esile, efebico che in pubblico indossa sempre occhiali scuri, con i capelli ossigenati e mille tic che ne fanno immediatamente un personaggio di successo come i suoi romanzi. La sua fama cresce esponenzialmente, l’attrice Asia Argento fa capire di aver avuto un flirt con il giovanissimo scrittore.

Leroy fa diverse comparsate televisive sotto il patrocinio di star pop come Bono e Tom Waits, mentre iniziavano già ad uscire saggi sulla sua scrittura e sulla sua vita. Poi improvvisamente il colpo di scena. Il 9 gennaio 2006 il New York Times rivela che J.T. Leroy non esiste. A   scrivere tutti i romanzi di Leroy era sempre stata Laura Albert, quarantenne autrice di Brooklyn Heights che aveva deciso di contrastare i suoi insuccessi editoriali con l’invenzione di un alter ego da Nobel.

Ad impersonare J.T. Leroy nelle sue rare apparizioni pubbliche, dove si presentava sempre con parrucca e grandi occhiali da sole, era invece Savannah Knoop, sorellastra venticinquenne di Geoffrey Knoop, l’altro musicista, compagno da anni di Laura Albert, al quale si deve la confessione finale, arrivata in seguito alla separazione dalla compagna.

Qualche settimana dopo la Albert conferma il grande bluff alla rivista Paris Review. L’idea di creare un romanziere maledetto e fasullo le viene per cercare di entrare in contatto con lo scrittore gay Dennis Cooper e per questo si inventa J.T. Leroy, un’invenzione corredata da un tris di romanzi di pregevole fattura.

Il 22 giugno 2007, i giudici di Manhattan condannano per frode Laura Albert, che avrebbe infranto la legge firmando col suo pseudonimo un contratto con una casa cinematografica per i diritti del suo libro “Sarah”.

La scrittrice statunitense aveva romanzato anche l’autore dei suoi romanzi chiudendo il cerchio della finzione letteraria. Nel 2018 sulla vicenda veniva tratto un film “J.T. Leroy” per la regia di Justin Kelly basato sul libro di memorie Girl Boy Girl: How I Became JT Leroy scritto da Savannah Knoop.

Casi del genere si susseguiranno con una certa regolarità negli anni a venire. Nel febbraio del 2008 si scopre che “Love and Consequences“, autobiografia di Margaret B. Jones, una fantomatica ragazza pellerossa cresciuta nel mondo degli emarginati, è in realtà un’opera scritta da Margaret Seltzer, bianca, cresciuta nel benessere di una famiglia altoborghese.

Pochi giorni prima un caso analogo: il bestseller di Misha Levy DefonsecaSopravvivere coi lupi“, racconto autobiografico di una piccola ebrea scampata ai nazisti grazie alla protezione di un branco di lupi era opera di una cattolica belga tale Monique de Wael, che pensò bene di sfruttare il dramma dell’Olocausto fino in fondo, inventando romanzo ed autore.

La letteratura ha spesso infranto il patto tra lettori ed autori, attraverso una spregiudicatezza, come quella di inventare finti autori, che si giustifica soltanto con la volontà disperata di prendere delle scorciatoie verso il successo commerciale e la fama.

fonti:

alcune voci di Wikipedia

Sarà vero di E. Buonanno

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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