• Ven. Gen 22nd, 2021

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

Gli astronomi, per la prima volta, sono riusciti ad osservare un fenomeno molto particolare di una galassia molto lontana. In particolare sono riusciti ad individuare che una galassia stava espellendo quasi la metà del gas presente al suo interno per la formazione delle stelle. La rara osservazione è stata ripresa utilizzando l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, un telescopio presente in Cile.

Atacama Large Millimeter/submillimeter Array,

La luce della galassia individuata, nota come il nome ID2299, ci ha messo circa 9 miliardi di anni per poter giungere fino al pianeta Terra. Quindi gli astronomi hanno osservato delle immagini risalenti ad un periodo in cui l’universo aveva solamente 4,5 miliardi di anni. Attualmente l’età stimata dell’universo è di 14 miliardi di anni.

La galassia ID2299, fino adesso, ha perso una quantità paragonabile a 10.000 soli all’anno, una condizione che sta provocando inevitabilmente la riduzione del carburante utile per la formazione delle stelle, rimuovendo così il 46% del gas freddo totale presente in essa.

La galassia nonostante questa condizione, sta comunque continuando a produrre stelle, con una velocità centinaia di volte maggiore della nostra via Lattea. Ciò comporterà inevitabilmente la morte della galassia ID2299 in poche decine di milioni di anni. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Astronomy,

Annagrazia Puglisi, ricercatrice capo dello studio e associata di ricerca post-dottorato presso l‘Università di Durham nel UK e il Saclay Nuclear Research Centre in Francia, ha dichiarato che: “Questa è la prima volta che riusciamo ad osservare una tipica galassia in formazione stellare massiccia in un lontano universo, che sta per morire a causa di una massiccia espulsione di gas freddo”.

Si ritiene che uno dei motivi per cui questa galassia stia morendo sia stata una collisione di un’altra galassia, che è andata così a creare ID2299. La collisione potrebbe aver provocato la perdita di gas è una coda di marea, ossia un lungo flusso di gas e stelle che si estende attraverso lo spazio, avvenuto successivamente all’unione delle due galassie.

Generalmente queste condizioni, a causa della loro distanza elevata, sono difficili da osservare. Ma sta volta gli astronomi sono riusciti ad osservare una coda luminosa mentre si espandeva nello spazio. Se è veramente possibile che una fusione abbia portato ad una perdita di gas della galassia, allora gli astronomi devono riconsiderare le teorie sulla fine delle formazioni stellari nelle galassie.

Gli astronomi, precedentemente, ritenevano che i venti creati dalla formazione delle stelle uniti con i buchi neri attivi al centro di galassie giganti, inviassero il materiale necessario per poter creare altre stelle.

Emanuele Daddi, coautore dello studio e astronomo presso il Saclay Nuclear Research Center in Francia, ha spiegato che: “Il nostro studio suggerisce che le espulsioni di gas possono essere prodotte da fusioni, facendo si che i venti e le code delle maree appaiano molto simili. Questo potrebbe portarci a rivedere la nostra comprensione di come le galassie giungono alla fine”.

Il miglior risultato di questa scoperta è che è stata individuata mentre gli astronomi erano intenti a lavorare ad un diverso rilevamento dei gas freddi all’interno di galassie molto distanti. In questo modo sono riusciti nell’impresa di osservare ID2299, solamente per pochi minuti, ma sufficienti nel riuscire a immortalare la coda di marea. Probabilmente, altre future osservazioni della galassia potranno rilevare molte più informazioni per quanto riguarda il gas che viene espulso dalle galassie.

Chiara Circosta, coautrice dello studio e ricercatrice dell’Università College London, dichiara che: ALMA è riuscito nell’intento di fornire nuove informazioni sui meccanismi che sono in grado di bloccare la formazione di stelle in lontane galassie. Ovviamente aver potuto immortale un evento di tale entità aggiunge sicuramente molte informazioni sull’evoluzione delle galassie”.

Fonti:

https://edition.cnn.com/2021/01/11/world/distant-galaxy-death-scn/index.html?fbclid=IwAR1FixFN_LuSl8QSTuB71XxHaFfkis2x2RTDcV510oTOmGhsHrlWZv2HzuY

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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