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SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

Napoleone Bonaparte aveva origini toscane? La domanda non è certo nuova per gli storici ma può essere di un certo interesse per il lettore di oggi se pensiamo all’Imperatore francese come all’iniziatore (piuttosto involontario) di un processo politico che poi, con altri protagonisti ed in altri tempi, ci ha condotti sino all’unità d’Italia.

Francois Gerard, 1803
Napoleone Bonaparte Primo Console

Napoleone stesso non ha mai negato le sue origini toscane ed anzi era stato proprio grazie ai presunti legami familiari dei Bonaparte corsi con quelli di San Miniato al tedesco (in provincia di Pisa) se il giovane Napoleone era potuto entrare nel 1779 alla scuola militare di Brienne. Era infatti il 1778 quando – fra natale e capodanno –  il piccolo Napoleone (aveva nove anni), accompagnato dal padre Carlo, dal fratello Giuseppe e dallo zio canonico Fesch (futuro cardinale) si recò ad Empoli presso lo studio notarile del cugino Moccio Bonaparte per farsi certificare dei presunti quattro quarti di nobiltà necessari, secondo la legge francese, per essere ammessi a spese dello stato nel prestigioso istituto scolastico militare di Brienne.

Questi legami di parentela con la Toscana erano alimentati da diversi decenni soprattutto grazie all’opera dell’arcidiacono Luciano Bonaparte, fratello del nonno di Napoleone, secondo una moda genealogica tutta settecentesca assai in voga nelle buone famiglie europee dell’epoca. Questa passione per gli antenati verrà poi perpetuata dal padre di Napoleone Carlo Bonaparte il quale -oltre che studiare legge proprio in Toscana (a Pisa)- rinsalderà i legami con il ramo sanminiatese dei Bonaparte diventando in seguito unico beneficiario dei beni di Moccio Bonaparte, morto senza eredi.

Palazzo BuonaparteSan Miniatro (PI)

Se questo non bastasse a testimoniare i legami fra i Bonaparte delle due sponde del Tirreno, nel 1796, all’epoca della prima campagna d’Italia, Napoleone vorrà passare proprio per San Miniato e vi si fermerà il 29 e il 30 giugno 1796 per recare omaggio a quello che lui considerava un lontano parente: il canonico Filippo Bonaparte. Lo stesso Napoleone a Sant’Elena darà notizie genealogiche sulla sua famiglia al proprio medico personale, il dottor Francesco Antommarchi: “L’ultimo dei miei antenati che abitò la Toscana aveva i principi che io professo. Li difendeva come me: come me ne fu vittima. La fazione dello straniero riuscì ad avere la meglio; il partito nazionale fu battuto, bandito; Bonaparte andò a cercare asilo a Sarzana, poi in Corsica. Ma le relazioni famigliari non furono rotte. I suoi discendenti continuarono a rimanere con il ramo che si è stabilito a San Miniato….“.

I Bonaparte corsi facevano ascendere la loro famiglia dai Bonaparte di Firenze, una importante famiglia che negli anni delle lotte fra guelfi e ghibellini fu scacciata da Firenze per poi stabilirsi – ma non ci sono certezze su questo fatto – a Sarzana (La Spezia). Secondo la famiglia dell’Imperatore un altro ramo di quei Bonaparte si sarebbe invece trasferito a San Miniato in provincia di Pisa.

Nonostante numerose ricerche d’archivio che oramai si ripetono da più di due secoli, non è stato possibile provare un legame diretto fra i fantomatici Bonaparte fiorentini e quelli di Sarzana e lo stesso vale per i legami familiari fra i Bonaparte di San Miniato e quelli da cui originerà il ramo corso.

Casa BuonaparteSarzana (La Spezia)

Giuseppe, il fratello maggiore di Napoleone, dimostrerà sempre un grande interesse per la genealogia della sua famiglia e sarà il primo a scontrarsi con queste problematiche ancora non risolte.

Ma se non erano antichi nobili fiorentini chi erano i Bonaparte di Sarzana? Erano certamente importanti uomini di legge, quasi sempre notai, persone influenti in quella piccola comunità nella quale sembra si fossero stabiliti intorno al 1170 e nella quale vissero fino al XV° secolo. Fu Francesco Bonaparte detto Il Moro, nato a Sarzana nel 1480 che portò oltremare la famiglia dei Bonaparte fino ad Ajaccio, una cittadina fondata nel 1492 e nella quale morirà nel 1540 rivestendo un importante ruolo militare all’interno della nuova comunità.

La casa dove nacque Napoleone
il 15 agosto 1769
Ajacco (Corsica)

Seguendo gli studi attuali possiamo dire con certezza che gli antenati di Napoleone provenivano da Sarzana ed erano certamente una famiglia in vista ma non nobile. Non è provato con certezza un rapporto di parentela con i Bonaparte di San Miniato e non si è nemmeno riusciti a trovare un legame fra i Bonaparte di Sarzana e gli antichi Bonaparte fiorentini anche se la zona di Sarzana era una zona di emigrazione degli esuli fiorentini del due-trecento (anche Dante, una volta esiliato, frequenterà quelle zone).

Tutto questo importava a Napoleone? In qualche modo Napoleone si sentiva italiano (ricordiamo che in casa dei genitori si parlava italiano)? Certamente il suo pensiero si è modificato nel corso della sua esistenza ma è comunque sempre rintracciabile una sorta di suo scetticismo rispetto alla pretesa della nobilità delle sue origini.

Napoleone sapeva benissimo che il suo potere si fondava sulle baionette e non sui codici genealogici. Fu comunque affascinato dalla regalità e questo ebbe molta influenza nel modo in cui fu costruito l’impero. Sposando in seconde nozze Maria Luigia d’Austria, per un cortocircuito della storia divenne nipote acquisito di Maria Antonietta e di Luigi XVI che una volta ebbe persino a chiamare “il mio povero zio Luigi”.

Quanto all’amore per l’Italia, non c’è da crederci molto. Considerò il nostro paese, come del resto gli altri che conquistò, una appendice funzionale in termini da carne da cannone e risorse economiche alla Francia.

Nonostante una giovinezza da irredentista corso, con la Rivoluzione divenne completamente francese e lo restò per tutta la vita. Nel suo testamento dichiarò: Desidero che le mie ceneri riposino sulla riva della Senna, in mezzo al popolo francese che ho tanto amato”.

Alla fine possiamo affermare che Napoleone dette -suo malgrado- un impulso ai primi vagiti del movimento risorgimentale anche se fu piuttosto Napoleone III, suo nipote, che contribuì in modo sostanziale a quel processo politico che lo zio aveva innescato senza saperlo e volerlo.

Riccardo Menichetti

Sono uno dei 7,7 miliardi di anime di questo mondo e mi considero una persona molto curiosa: sono laureato in storia ma mi interesso anche di biologia, archeologia, fotografia, genetica delle popolazioni, politica, arte. Il mondo è troppo interessante per occuparsi di una cosa sola.

1 commento su “Napoleone era toscano?”
  1. Il nome della famiglia di San Miniato e anche di quella di Napoleone non era Bonaparte bens’ BUONAPARTE.

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