• Ven. Gen 22nd, 2021

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

Secondo una recente scoperta il pianeta rosso ha le condizioni per produrre ossigeno e idrogeno, una notizia molto importante considerando soprattutto i progetti per le missioni future.

I dati raccolti dalla missione Phoenix, della NASA, che sono stati pubblicati sulla rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze americana, la Pnas, indicano che Marte ha le condizioni per produrre ossigeno e idrogeno.

La missione Phoenix, è cominciata il 4 agosto del 2007, per poi giungere a destinazione su Marte il 25 maggio del 2008, con un atterraggio effettuato presso la calotta polare settentrionale del pianeta rosso, una regione che risulta essere ricca di ghiaccio.

Gli obiettivi della sonda Phoenix Mars Lander erano quelli di studiare la storia dell’acqua nell’Artico marziano, cercare delle prove di una zona abitabile e valutarne il potenziale biologico del ghiaccio.

La sonda Phoenix ha studiato il suolo marziano attraverso un laboratorio di chimica, il TEGA, che possedeva un microscopio, una sonda di conducibilità e delle telecamere.

Nella missione era previsto l’utilizzo per diversi mesi di un braccio robotico, che ha lavorato sul pianeta rosso fino alla fine del 2008, momento in cui la sonda ha subito una diminuzione di energia a causa della riduzione di luce solare, e quindi il successivo arresto del funzionamento.

Il suo compito principale è stato quello di grattare la superficie ghiacciata per poter analizzare il materiale, riuscendo così a scoprire se era presente l’acqua e quindi anche la possibilità di ospitare la vita.

Grazie a questa ricerca la sonda Phoenix, della NASA, ha trovato le prove della presenza sul pianeta rosso di un ciclo d’acqua, e di un estensione di ghiaccio al di sotto della superficie marziana.

Gli esperti della NASA hanno spiegato che la superficie di Marte è risultata ricca di sali, come ad esempio il perclorato di magnesio, che è in grado di abbassare il punto di congelamento dell’acqua, consentendo così la presenza di quest’ultima allo stato liquido, sia in superficie che poco sotto nel suolo marziano.

La soluzione scoperta dalla sonda, una specie di brina liquida, è risultata essere ricca di sali. Secondo i ricercatori questo liquido scoperto sarebbe in grado, se sottoposto al processo di elettrolisi, di riuscire a produrre ossigeno e idrogeno. L’elettrolisi non è altro che un processo che produce trasformazioni chimiche grazie all’apporto di energia elettrica. L’elettrolisi riesce quindi a separare l’idrogeno e l’ossigeno partendo dall’acqua.

Grazie a questo metodo si potranno ricavare degli elementi fondamentali che verrebbero utilizzati come combustibili, ma soprattutto per poter sostenere la vita durante le prossime missione umane su Marte.

https://www.tio.ch/dal-mondo/attualita/1477749/marte-pianeta-idrogeno-ossigeno-condizioni

https://www.laregione.ch/culture/scienze/1477792/marte-pianeta-phoenix-idrogeno-ossigeno-condizioni

https://www.nasa.gov/mission_pages/phoenix/main/index.html

https://www.focus.it/scienza/energia/idrogeno-come-si-fa#:~:text=L’elettrolisi%20separa%20idrogeno%20e,di%20ossigeno%20verso%20l’anodo.

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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