• Ven. Gen 22nd, 2021

SCIENZA & DINTORNI

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Un team di astronomi è riuscito, grazie all’utilizzo del Lowell Discovery Telescope, o Ldt, a individuare e determinare la natura della mini-luna denominata 2020 Cd3. I risultati della scoperta sono stati pubblicati su The Astronomical Journal.

Ma di cosa stiamo parlando? Una mini-luna non è altro che un piccolo asteroide che è stato temporaneamente catturato dalla gravità terrestre, e che viene trattenuta per un po’ di tempo in orbita intorno al pianeta, fino a che non viene espulsa di nuovo nello spazio interplanetario.

L’asteroide 2020 Cd3, è stato individuato il 15 febbraio del 2020, da Kacper Wierzchos Teddy Pruyne, grazie al Catalina sky survey, situato presso il Lunar and planetary laboratory dell’Università dell’Arizona.

Secondo gli astronomi questi oggetti sono piuttosto rari, per questa ragione è stata immediatamente creata una collaborazione tra i ricercatori di molti paesi differenti, così da riuscire a analizzare in maniera molto veloce la mini-luna.

Gli astronomi hanno usato il Lowell discovery telescope, per poter determinare la velocità di rotazione e l’orbita della mini-luna 2020 Cd3, dimostrando così che non si tratta di rifiuti spaziali, bensì di un corpo naturale.

Poter studiare le mini-lune, che sono degli oggetti spaziali molto piccoli, richiede un telescopio molto potente. Inoltre, la loro natura transitoria determina una finestra di osservazione molto breve.

Nick Moskovitz, astronomo dell’Osservatorio Lowell, ha spiegato che: “La mini-luna scoperta non è un oggetto abbastanza luminoso, per questo motivo non è possibile studiarlo per molto tempo. La differenza sulle informazioni ottenute sono arrivate grazie all’utilizzo di un telescopio molto potente, che ci ha permesso di ottenere delle risposte sull’oggetto in maniera molto veloce”.

Lo studio effettuato sull’oggetto ha permesso di scoprire che la mini-luna 2020 Cd3, possiede un diametro di circa 1-1,5 metri, praticamente le dimensioni di un’automobile. Inoltre, i ricercatori sanno che dovrebbe raggiungere, come punto massimo di avvicinamento, una distanza di circa 13 mila chilometri dalla Terra.

I ricercatori, secondo gli studi eseguiti, ritengono che gli avvistamenti delle mini-lune, dovrebbero aumentare molto per il prossimo decennio. Queste scoperte saranno agevolate dalla prossima apertura dell’Osservatorio di Vera C. Rubin, prevista per il 2023. La struttura, situata in Cile, che al momento è ancora in fase di costruzione, nel progetto prevede il posizionamento di un telescopio di 8,4 metri, uno strumento che permetterà agli astronomi di poter individuare moltissimi altri piccoli corpi celesti come quello scoperto.

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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