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Antiossidanti nell’alimentazione

Cibi antiossidanti: quali sono e perché consumarli | VerdeBenessere360

I ROS (Reactive Oxygen Species), o radicali liberi, sono composti instabili e altamente reattivi. Hanno emivita brevissima e sono i responsabili del danno sulla macromolecole del nostro organismo.

In chimica si definisce ossidante una molecola che “strappagli elettroni da un’altra molecola stabile. I radicali liberi sono sostanze povere di elettroni, che cercano di avere una stabilità elettronica. Ecco perché “rubano” gli elettroni ad altre molecole.

Tutti i benefici degli antiossidanti naturali
foto di ftosofia.com

Ovviamente i danni cellulari iniziano già dalla membrana cellulare. Questa “barriera” è necessaria per permettere degli scampi selezionati dalla cellula. La presenza di un ROS può danneggiare la sua permeabilità e di conseguenza gli scambi. All’interno della cellula si presentano diverse situazioni: si può alterare la produzione dell’ATP (molecola importantissima che permette alcune reazioni che altrimenti non avverrebbero) fino a vere e proprie mutazioni del DNA responsabile dell’insorgenza dei tumori.

La soluzione a tutto questo? Gli antiossidanti! Queste sostanze possono prevenire o ritardare l’ossidazione iniziata. Possono essere endogeni, un vero e proprio meccanismo di difesa creato dal nostro organismo. Questo sistema è formato da alcune molecole ed enzimi che neutralizzano i radicali liberi. Alcuni antiossidanti possono essere introdotti con la dieta, definiti così esogeni.

Ce ne son diversi, ma la maggior parte sono riuniti sotto un’unica famiglia: i polifenoli. Sono metaboliti secondari delle piante, per i quali gli studi hanno dimostrato un’azione protettiva sulla salute umana, se assunti a livelli significativi.

La classificazione prevede la presenza di:

  • fenoli semplici, presenti in succhi di mirtillo o melograno. Hanno spiccata attività antibatterica perché riducono l’adesione dei batteri ai denti e al tratto urinario. Inoltre sono efficaci nella riduzione dell’ossidazione a carico del colesterolo. La preparazione industriali dei succhi, che prevede l’ “addolcimento” portano ad una diminuizione significativa del contenuto fenolico;
Melograno
foto di antonioforcina.it
  • tannini, sostanze dal sapore amaro, si trovano in frutti come kaki, nespolo, cotogno. Oppure nella corteccia di diversi alberi come quercia, abete o castagno. Una volta ingeriti sono trasformati dalla nostra flora batterica e dare vita alla loro azione. Sono ottimi astringenti, hanno azione antidiarroica, antiulcera e emostatica.
  • lignani, tramite queste sostanze la pianta si difende dall’aggressione di microrganismi. Sono presenti nei tessuti legnosi delle piante oppure nei semi di lino o di sesamo. Le trasformazioni batteriche, iniziate nel nostro intestino, portano alla formazione di composti simil-estrogenica. Conosciuti anche come fitoestrogeni. L’azione di queste sostanze è diversa. Indicate per l’inibizione dell’angiogenesi, la prevenzione per patologie come il diabete di tipo II e la soppressione di alcune specie tumorali.
  • bioflavonoidi, sostane molto colorate presenti nei frutti ricchi di vitamina C (agrumi, cavoletti di Bruxelles, albicocca, ciliegie, uva, papaya, melone). Hanno funzione antinfiammatoria, antiulcera, antidiarroici, antibiotici. Soprattutto hanno effetto protettivo verso il tessuto connettivo del nostri capillari. Infatti sono consigliati per prevenire le malattia cardiovascolari.
Uva, caratteristiche e ricette - La rubrica di Buonissimo
foto di buonissimo.it
  • antociani, presenti nell’uva, da cui donano la relativa colorazione, sono estratti dalle bucce. Sembrano proteggere la fragilità capillare.
  • catechine, sostanze antiossidanti presenti nel cacao, cioccolato, vino o the. Bloccano i radicali liberi, ma anche la produzione di placche di colesterolo nelle nostre arterie.
  • stilbeni, un esempio molto conosciuto è il resveratrolo. Presente nella buccia dell’uva, ha azione antitumorale, antinfiammatoria e fluidificante del sangue. Molto singolare è il suo aiuto durante la fase di menopausa delle donne. La sua attività estrogenica sembra ridurre le caldane. La sua presenza sembra essere più concentrata nel vino rosso rispetto ad un vino bianco o rosato.
Resveratrol - Wikipedia

Laura Rubino

Studentessa di Farmacia, lettrice compulsiva, amante delle Scienze.

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